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Terrorismo, con Mario Giro all’ISPI per capire i giovani caduti nel jihadismo

Un dibattito sul fenomeno dei combattenti che si uniscono all'Isis

MILANO, 14 GENNAIO – I migliaia di giovani, anche occidentali, che si uniscono allo Stato islamico sono figli di un’integrazione fallita, di un disagio che si trasforma in violenza e di “cattivi maestri” dell’integralismo islamico. E’ la tesi del Sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro, che oggi pomeriggio a Milano, presso l’ISPI (Istituto di Studi di Politica Internazionale), presenta il suo libro “Noi terroristi. Storie vere dal Nordafrica a Charlie Hebdo” (ed. Guerini e Associati, Milano 2015). Un testo focalizzato sul fenomeno dei combattenti dell’Isis (Stato islamico) oggi al centro di un dibattito al quale partecipano il ricercatore e blogger Sumaya Abdel Qader, lo scrittore Shady Hamadi, il giornalista Alberto Negri del Sole 24 Ore, e Milena Santerini, parlamentare e docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano. Presente all’evento, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Alessandra Coppola, anche il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina.

Il libro contiene un ampio saggio introduttivo in cui l’autore spiega le ragioni degli ultimi successi dell’Isis e le possibili ripercussioni del  suo totalitarismo ideologico. Il lavoro di Mario Giro offre un’analisi accurata  sul fenomeno del terrorismo islamico, unendo fatti e testimonianze. Il focus si concentra anche su dati personali e psicologici dei terroristi – spesso giovani emarginati che vivono in famiglie disagiate sotto il profilo mentale ma non necessariamente povere  -, delineando inoltre analogie rispetto a episodi risalenti venti anni fa, ma provenienti dalla stessa matrice jihadista. Giro compie infatti un parallello tra i fatti di Parigi accaduti il 25 luglio 1995, quando esplose una bomba nella stazione di Saint Michel, causando 8 morti e 117 feriti, e la strage del 7 gennaio 2015 contro la redazione del giornale parigino Charlie Hebdo, per mano dei fratelli Said e Chérif Kouachi.   Vent’anni di differenza tra i due fatti di sangue ma stessa radice ideologica: il terrorismo islamico. Simili anche le storie di giovani perduti, finiti nel gorgo della delinquenza e alla fine corrotti dai “cattivi maestri” del terrore jihadista. (@francesmorandi, 14 gennaio 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts