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Una poesia per Ashraf, in tutto il mondo letture per salvare il condannato a morte dai sauditi

Ashraf Fayadh is a Palestinian poet and artist who was sentenced to death in Saudi Arabia, where he was born and resides, on 17 November 2015 . The General Court in Abha, southwest Saudi Arabia, found him guilty of apostasy after an appeal court overturned the original sentence of four years in prison and 800 lashes for violating Article 6 of Saudi Arabia’s Anti-Cyber Crime Law. Ashraf Fayadh was first arrested on 6 August 2013 following a complaint by a Saudi Arabian citizen alleging that the poet was promoting atheism and spreading blasphemous ideas among young people. He was released the next day, but was rearrested on 1 January 2014 and charged with apostasy because of his supposed questioning of religion and spreading atheist thought through his poetry. He was also charged with violating Article 6 of the country’s Anti-Cyber Crime Law by taking and storing photos of women on his phone. On 30 April 2014, the court sentenced Ashraf Fayadh to four years in prison and 800 lashes for the charges relating to images of women on his phone. It found the poet’s repentance in relation to the charge of apostasy to be satisfactory. The court of appeal, however, recommended that he should nevertheless be sentenced for apostasy and sent the case back to the General Court, which in turn sentenced him to death for apostasy. Ashraf Fayadh was denied access to a lawyer throughout his detention and trial, in clear violation of international and national law.

ROMA,  14 gennaio – Oggi si svolgeranno in tutto il mondo letture di poesie e testi scelti a sostegno di Ashraf Fayadh, poeta palestinese condannato a morte in Arabia Saudita.

Poeta e artista palestinese di 35 anni nato e residente in Arabia Saudita, è stato condannato a morte per apostasia il 17 novembre. Non ha avuto la possibilità di avvalersi di un avvocato durante la detenzione e il processo. È un prigioniero di coscienza. Il tribunale di Abha, nella regione sud orientale dell’Arabia Saudita, lo ha accusato di apostasia dopo il ribaltamento in appello della sentenza che lo aveva condannato a 4 anni di detenzione e 800 frustate per aver violato l’articolo 6 della Legge saudita contro i reati informatici. Ashraf Fayadh è stato arrestato per la prima volta il 6 agosto 2013, in seguito alle rimostranze di un cittadino saudita secondo il quale il giovane avrebbe promosso l’ateismo e diffuso idee blasfeme tra i giovani. Rilasciato il giorno successivo, è stato nuovamente arrestato il primo gennaio 2014, con l’accusa di apostasia per aver presumibilmente messo in discussione la religione e per la diffusione del pensiero ateo attraverso la sua poesia.

cercasi-boia-orig_main[1]Per salvargli la vita si mobilita quindi chiunque difende i diritti umani nel mondo.  Il Festival Internazionale della Letteratura di Berlino (ILB) ha invitato singole persone, istituzioni, scuole, media e associazioni che si occupano di giustizia e libertà a partecipare all’iniziativa a sostegno del poeta saudita.  In Italia, Amnesty International promuove o partecipa a reading di poesie in favore di Ashraf Fayadh in numerose città italiane e invita tutti ad attivarsi in difesa della libertà d’espressione e contro la pena di morte. Le iniziative si terranno a Bari, Bologna, Cassino (FR), Formia (LT), La Spezia, Milano, Moie di Maiolati Spontini (AN), Monterotondo (RM), Napoli, Pescara, Pontedera (PI), Ravenna, Roma, Sassari, Spinea (VE), Trento e a Villacidro (VS).

Ma non basta:  Amnesty International ha appreso che Samar Badawi, difensora dei diritti umani, è stata arrestata la mattina del 12 gennaio a Gedda e trasferita, insieme con la figlia di due anni, nella stazione di polizia di Dhaban, da cui è stata rilasciata 24 ore dopo. Secondo gli attivisti locali per i diritti umani, dovrà ripresentarsi oggi con il suo avvocato per ulteriori interrogatori. Samar Badawi è la sorella del blogger Raif Badawi (condannato a 10 anni di carcere e a 1000 frustate) ed ex moglie dell’avvocato di quest’ultimo, Waleed Abu al-Khair, che sta scontando una condanna a 15 anni di carcere a causa del suo lavoro in difesa dei diritti umani in Arabia Saudita. Amnesty International ritiene che Samar Badawi sia stata arrestata, almeno in parte, per aver promosso via Twitter una campagna per la scarcerazione del suo ex marito. Nel dicembre 2014 il ministero dell’Interno le aveva vietato di lasciare il paese, impedendole in questo modo di recarsi a Bruxelles dove avrebbe dovuto ritirare un riconoscimento sui diritti umani.

(MNT,  14 gennaio  2014)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts