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Terrorismo, il piano di Ban: “Prevenzione in primis”. Cardi: “La soluzione militare non basta”

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 15 gennaio 2016 – Un approccio globale che combini misure di sicurezza e anti-terrorismo con la prevenzione “sistematica” delle cause che spingono le persone a unirsi agli estremisti: il 15 gennaio il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon ha presentato all’Assemblea Generale il suo piano d’azione per prevenire l’estremismo violento. “Potete contare sul continuo sostegno dell’Italia, che sta già lavorando attivamente nel quadro della coalizione anti-ISIL in questo campo”, ha ribadito il rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite Sebastiano Cardi. La dichiarazione segue la recente video-minaccia di Al-Qaeda nel Maghreb islamico all’Italia: Roma “ha occupato la Libia, Tripoli è governata da un generale italiano”, grida Abu Yusuf alAnabi, riferendosi a Paolo Serra, nuovo inviato speciale dell’Onu Martin Kobler per le questioni di sicurezza relative al dialogo in Libia.

allIl piano. “Siamo tutti sconvolti dai crimini barbarici che gruppi terroristici come Daesh, Boko Haram e altri stanno commettendo contro l’umanità”, ha detto Ban Ki-moon presentando il piano che comprende oltre 70 raccomandazioni e prevede che l’ONU adotti un approccio “All-of-UN” per sostenere gli sforzi nazionali, regionali e globali per prevenire l’estremismo violento. Prioritarie le seguenti aree: dialogo e prevenzione dei conflitti; rafforzare buon governo, diritti umani e stato di diritto; coinvolgere le comunità; emancipazione della gioventù; uguaglianza di genere e emancipazione delle donne; educazione, sviluppo delle competenze e promozione dell’occupazione; comunicazione strategica.

“La prima cosa è prevenire”. “L’estremismo fiorisce quando i diritti umani sono violati, lo spazio politico si restringe, le aspirazioni di inclusione vengono ignorate, e troppe persone – soprattutto i giovani – non hanno prospettive nella propria vita”, ha affermato Ban Ki-moon. Il capo dell’Onu ha chiesto anche leadership “di principio”, poiché “l’oppressione, la corruzione e l’ingiustizia sono terreno fertile per il risentimento”, e ha esortato i governi a lavorare per la promozione dei diritti umani e la creazione di “istituzioni inclusive e responsabili”.

italy“L’Italia è pronta a impegnarsi in ulteriori discussioni”. “La minaccia terroristica che è in evoluzione e il messaggio intollerante che questa porta con sé richiede un approccio globale. Chiaramente la soluzione militare non è sufficiente e abbiamo bisogno di estendere il nostro lavoro ad attori non gevernativi, coinvolgendo le comunità locali, la società civile e il settore privato per evitare la diffusione dell’estremismo violento”, ha dichiarato l’ambasciatore Sebastiano Cardi durante la riunione informale dell’Assemblea Generale. “Potete contare sul sostegno continuo dell’Italia, che sta già lavorando attivamente nel quadro della coalizione anti-ISIL in questo campo”, ha aggiunto. Ieri, la notizia di una nuova minaccia a Roma da Al-Qaeda nel Maghreb islamico: l’Italia “ha occupato la Libia, Tripoli è governata da un generale italiano”, ha gridato Abu Yusuf al Anabi, riferendosi a Paolo Serra,  nuovo inviato speciale dell’Onu Martin Kobler per le questioni di sicurezza relative al dialogo in Libia. E avverte gli “invasori”: “vi morderete le mani pentendovi e ne uscirete umiliati”.

I prossimi impegni. Il piano invita ogni Stato membro ad adottare un piano d’azione nazionale, sviluppato tenendo conto anche del contributo di parti non governative. Esso deve stabilire le priorità del Paese nell’affrontare a livello interno le cause dell’estremismo violento e le minacce come quella rappresentata dai foreign fighters. Per promuovere la cooperazione, sono anche incoraggiati piani a livello regionale (esempio, Ue). Ban ha annunciato di lavorare alla creazione di un Gruppo ad alto livello per guidare l’attuazione del piano Onu. Ad aprile, in Svizzera, si svolgerà una Conferenza internazionale sul piano d’azione di Ban, mentre a giugno ci sarà una revisione della Strategia globale antiterrorismo delle Nazioni Unite – un’occasione per “riflettere su come le operazioni contro l’estremismo violento si siano evolute dalla sua adozione dieci anni fa”, ha concluso Ban. (@annaaserafini)

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