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Terrorismo, Mario Giro: non lasciamo traviare i nostri ragazzi dall’estremismo come dalla mafia, ciascuno agisca

Il Sottosegretario agli Esteri all’ISPI: non possiamo sbagliare con la seconda generazione di immigrati, è in gioco il futuro

Jpeg

MILANO, 15 GENNAIO (di Francesca Morandi) – “I migliaia di giovani, anche occidentali, che si uniscono allo Stato islamico sono i ‘nostri ragazzi’ caduti nella trappola fondamentalista. Ciascuno di noi può fare molto contro l’estremismo, non possiamo sbagliare con la seconda generazione di immigrati, la posta in gioco è troppo alta”. Lo afferma il Sottosegretario agli Affari Esteri, Mario Giro, che ieri sera all’ISPI (Istituto per gli Studi di Politica Internazionale) di Milano ha presentato il suo libro “Noi terroristi. Storie vere dal Nordafrica a Charlie Hebdo” (ed. Guerini e Associati, Milano 2015), avviando un dibattito sul fenomeno dei combattenti dell’Isis (Stato islamico). All’evento, moderato dalla giornalista del Corriere della Sera Alessandra Coppola, hanno partecipato la ricercatrice e blogger siro-palestinese Sumaya Abdel Qader, lo scrittore siriano Shady Hamadi, il giornalista Alberto Negri del Sole 24 Ore e Milena Santerini, parlamentare e docente di Pedagogia presso l’Università Cattolica di Milano.

“Dobbiamo difendere i nostri ragazzi dalla propaganda jihadista sul Web che si propone come un riferimento totalizzante per menti deboli – ha spiegato Giro –. Utilizzano ogni mezzo per  reclutare giovani, anche la psicologia, affermando perfino che l’unico rimedio alla depressione è la jihad. I ‘cattivi maestri’ dell’integralismo attingono inoltre a un linguaggio che richiama quello antagonista degli anni Settanta, ammaliando i ragazzi con un principi distorti di giustizia ed equità, usando anche la retorica contro le banche e spingendoli a identificarsi con guerre, come quelle in Siria e Iraq, che riflettono il loro disagio interiore. Contro l’oppressione occidentale/imperialista viene prospettata l’utopia del governo dello Stato islamico, che come tutte le utopie è già degenerata in totalitarismo”.

“I cosiddetti ‘foreign fighters’ dell’Isis sono figli di un’integrazione fallita, che non necessariamente avviene nelle periferie o per povertà, ma per un’esclusione sociale trasformata in odio e violenza”, ha detto ancora il Sottosegretario aggiungendo che “noi italiani conosciamo meglio di altri questo fenomeno: tutt’oggi in alcuni paesi del Sud la mafia travia i nostri giovani. Abbiamo inoltre già vissuto il terrorismo degli anni di Piombo”. Osservando che “in tutte le religioni purtroppo esistono fondamentalismi” Giro ha evidenziato che “nel caso dell’Islam il fenomeno si aggrava perché nel mondo musulmano c’è la guerra, che produce sempre mostri”, ma “chi afferma che quello dell’Isis è il vero Islam dice le stesse cose dello Stato islamico, è una falsità che dobbiamo respingere”.

Mario Giro e il suo ultimo libro

Mario Giro e il suo ultimo libro

“Creare un clima di diffidenza innalza quell’aggressività che mette a repentaglio la nostra sicurezza. Ciascuno di noi può fare invece moltissimo per contribuire a dialogo e inclusione – conclude Giro -.  Non dobbiamo sbagliare con la seconda generazione di immigrati, la posta in gico è troppo alta: lo Stato islamico punta a guidare la ‘ummah’ dei musulmani, ovvero 1,5 miliardi di persone nel mondo”.

Citando la guerra in Algeria negli anni Novanta, “che ha fatto migliaia di morti e desaparecidos” il giornalista Alberto Negri ha ricordato “la mediazione della comunità di Sant’Egidio che portò a un tavolo tutti quelli che erano coinvolti nel conflitto: fu la prima volta e funzionò”. A porre l’accento sulla “scuola, che non ha strumenti, e tace su un fenomeno che ci angoscia perché non riusciamo a capire” è stata la pedagogista Santerini che ha indicato “negli istituti scolastici  il luogo da dove dobbiamo partire per comunicare, conoscerci e spiegare, senza essere complessati, come a volte noi europei siamo, perché la violenza va sempre condannata sia che sia compiuta dagli immigrati a Colonia sia che sia attuata da una bocconiana borghese milanese come Martina Levato della cosiddetta ‘banda dell’acido’”.

Lo scrittore Shady Hamadi

Lo scrittore Shady Hamadi

La ricercatrice Abdel Qader ha avvertito sulla necessità che la comunità musulmana non sia percepita come separata, nemica, “dobbiamo piuttosto percepirci come un ‘noi allargato’, per agire compatti contro l’estremismo che ci minaccia tutti”. Qader ha poi citato il progetto “Aisha” organizzato dai Giovani musulmani italiani contro la violenza alle donne, ma, ha concluso, “spesso le belle notizie non arrivano all’opinione pubblica, a cui viene dato in pasto più il terrore della solidarietà”.   A chiudere il dibattito è stato lo scrittore Hamadi (autore de “La felicità araba. Storia della mia famiglia e della rivoluzione siriana”) che ha sottolineato l’importanza di “non parlare dei musulmani, ma parlare con i musulmani, e guardare a quello che è accaduto negli ultimi 50 anni nel mondo arabo con lo sguardo di un arabo”. “I regimi nazionalisti laici – ha aggiunto – hanno sradicato i giovani, tolto loro ogni speranza per il futuro, sono stati la causa di discriminazioni, del risentimeno tra le minoranze e violenze settarie. Quando islam e cristianesimo si sono scontrati hanno perso entrambi e abbiamo perduto secoli preziosi. Respingiamo l’idea di uno scontro tra civiltà mediatizzato che nella realtà non esiste”. (@francesmorandi, 15 gennaio 2015)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts