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Siria: UNICEF registra morte e fame. La preparazione dei negoziati va avanti

UNICEF Representative in Syria Hanaa Singer (center) speaks with children around a fire near the last checkpoint before Madaya town on 14 January 2016. Photo Credit: UNICEF/UN07487/Omar

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 16 gennaio 2016 – “Siamo profondamente rattristati per la morte di Alì, un ragazzo di 16 anni affetto da una gravissima forma di malnutrizione, deceduto in un ambulatorio di Madaya di fronte ai nostri occhi”. Il Fondo delle Nazioni Unite ha confermato che i suoi operatori e quelli dell’Organizzazione mondiale della sanità a Madaya hanno visitato 25 bambini sotto i 5 anni, trovandone 22 in condizioni di malnutrizione da moderata a grave. Altri sei bambini, tra dieci di età compresa tra i 6 e i 18 anni, hanno mostrato “segni di malnutrizione acuta”. Sullo sfondo di queste tragiche notizie, la preparazione dei negoziati di Ginevra tra il governo siriano e l’opposizione va avanti. Il 18 gennaio l’inviato dell’Onu Staffan de Mistura informerà i membri del Consiglio di Sicurezza in teleconferenza e a porte chiuse sulla preparazione dei negoziati.

On 11 January 2016 in Madaya, Rural Damascus, women and their families wait for permissions to leave the besieged town. Photo credit: UNICEF/UN07229/Al Saleh, WFP

On 11 January 2016 in Madaya, Rural Damascus, women and their families wait for permissions to leave the besieged town. Photo credit: UNICEF/UN07229/Al Saleh, WFP

“Le persone che abbiamo incontrato a Madaya erano esauste e estremamente deboli. I medici erano scioccati e stressati. Lavorano senza sosta, con risorse molto limitate, per cercare di curare bambini e adulti in stato di estrema necessità. È inaccettabile che una cosa del genere avvenga nel 21° secolo”, ha riferito l’UNICEF, sottolineando che in Siria ci sono “altre 14 Madaya” e chiedendo di togliere gli assedi.

Venerdì pomeriggio il Consiglio di Sicurezza si è riunito nuovamente sulla situazione umanitaria in Siria, la seconda volta questa settimana, dopo lunedì. Alla sessione ha partecipato anche l’ambasciatore Inigo Lambertini, vice rappresentante permanente dell’Italia all’Onu.

“Il popolo siriano continua a vivere in una realtà da incubo dettata da un conflitto che rispetta poche regole e non obbedisce ad alcuna legge”, ha dichiarato il vice capo di Unocha, Kyung-Wha Kang di fronte ai Quindici. “Abbiamo richiesto, sollecitato, insistito e domandato che il conflitto fosse portato a termine, che i civili fossero protetti dalla violenza senza sosta e che fosse garantito l’accesso all’assistenza umanitaria salvavita”, ha continuato Kang.

“Quasi 400.000 persone sono assediate in Siria, la metà nelle aree controllate dal Daesh, 180.000 nelle zone controllate dal governo siriano e dei suoi alleati, e 12.000 nelle zone controllate dai gruppi armati dell’opposizione”, aveva ribadito Ban giovedì, aggiungendo che “usare la fame come arma di guerra è un crimine di guerra”.

Lunedì il rappresentante permanente della Siria presso le Nazioni Unite Bashar al Jaafari aveva definito invenzioni (“fabrications”) le foto di bambini e uomini affamati nel paese. Secondo l’ambasciatore, le immagini sono parte di una strategia per diffamare il suo governo e di influenzare i prossimi colloqui di Ginevra.

Mentre alcuni paesi sollevano preoccupazioni su come tale crisi potrebbe influenzare la riunione, “il mio inviato speciale Staffan de Mistura continuerà a lavorare per la convocazione del colloquio intra-siriano di Ginevra il 25 gennaio”, ha confermato Ban. (@annaaserafini)

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