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Col Nino lo spettro della fame in Africa si fa più vicino. Appello di Amref

ROMA, 20 gennaio – Mentre le siccità sono periodici fenomeni naturali, nel mondo attuale le carestie sono esclusivamente causate dall’uomo. Quando tra il 1983 e il 1985 più di 400.000 persone morirono di fame nel nord dell’Etiopia – incidentalmente portando per la prima volta il mondo occidentale a cantare ‘we are the world’ e ad esprimere uno straordinario livello di solidarietà – gli alti tassi di mortalità erano dovuti soprattutto alle politiche governative e all’utilizzo del cibo come arma politica e di guerra.

1453193829_Withered_crop_&_farmer[1]Quando nel 1992, 300.000 somali perirono in condizioni terribili, fu perché oltre al clima particolarmente arido nel paese impazzava una guerra tra clan, e i grandi numeri di sfollati spesso non potevano essere raggiunti. In questo inizio del 2016 gli esperti di tutto in mondo prevedono che il fenomeno climatico che chiamiamo el Nino – che ha provocato lunghi periodi senza precipitazioni anche in Italia, causando tassi di inquinamento atmosferico altissimi in tante città – metterà a rischio di fame decine di milioni di persone nel continente africano. La lista dei paesi a rischio è impressionante: Malawi, Zimbabwe, Etiopia, Sud Sudan, Somalia, Sudan hanno i più grandi numeri di bocche da sfamare, ma l’agricoltura è in ginocchio anche in Nigeria, in Ciad, nella Repubblica Centroafricana e addirittura nel ricco Sud Africa, ma la lista prosegue ancora con Kenya, Uganda, Congo e Gabon.

Anche Amref ha lanciato un appello per l’Etiopia. Secondo il World Food Programme, in Etiopia fino a 15 milioni di persone ”quest’anno si troveranno ad affrontare una grave insicurezza alimentare”. Secondo l’Unicef ci sono 11 milioni di bambini a rischio di morte per fame. Molti paesi sono già molto in avanti con i preparativi per mitigare gli effetti del clima, preoccupa però il massiccio costo attuale delle tante crisi in atto – ad iniziare dalla Siria – e le scarse risorse a disposizione della comunità internazionale per affrontare anche questa crisi. Purtroppo, se il 2015 è stato un anno terribile, anche per il 2016 per tanti le prospettive sono drammatiche, soprattutto nei paesi più fragili afflitti da conflitti interni.

Poiché morire di inedia, morire di fame, è una cosa terribile ed inaccettabile, Amref lancia il suo ennesimo appello a chi può perché qualcosa possa essere fatto.

(MNT,  20 gennaio  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts