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Yemen: Msf e Intersos unici presidi medici nel deserto causato dalla guerra

Yemen

SANAA, 25 gennaio – In Yemen ci sono intere regioni in cui non ci sono più servizi sanitari disponibili: molti dei centri, degli ospedali, delle cliniche sono stati chiusi, bombardati o il personale è fuggito a causa del conflitto che dal marzo 2015 non dà tregua alla popolazione, come nelle aree di Taiz, Ibb e Hadramout.

SANAA - In Yenen al lavoro sono rimasti solo gli staff di Intersos e Medici senza frontiere che ogni giorno soccorrono la popolazione rimasta da mesi senza possibilità di ricevere cure e assistenza medica

images6RAAHR54. La situazione è sempre volatile, combattimenti e bombardamenti non si fermano, per questo ogni mattina, quando il personale sale a bordo delle cliniche mobili non sa in quanto tempo riuscirà a raggiungere le aree in cui è necessario intervenire.

Le nove cliniche mobili di Intersos sono uno dei pochi  servizi sanitari per la popolazione sfollata ancora operativi: ogni clinica mobile ha a bordo kit di emergenza, medicinali e personale medico. Viene data priorità ai bambini al di sotto dei 5 anni, donne incinte e in allattamento: tantissimi sono i casi di malnutrizione e per questo vengono somministrate continuamente terapie nutrizionali urgenti. Oltre al personale medico, tanti volontari nelle varie comunità aiutano il nostro staff a trovare i casi di malnutrizione e le persone con patologie gravi e in pericolo di vita.

Ma le condizioni della popolazione in Yemen peggiorano di giorno in giorno. A causa del conflitto, in Yemen l’80% della popolazione, cioè 21,1 milioni di persone, hanno bisogno di assistenza umanitaria. Gli sfollati sono oltre 1,2 milioni.

Dall’inizio del conflitto gli umanitari medici stanno portando aiuti a migliaia di sfollati e rifugiati in fuga da scontri e bombardamenti in corso nel paese garantendo assistenza medica e alimentare, protezione, assistenza psicologica e tutela a donne e bambini vittime di violenza e supporto economico alla famiglie a rischio. E gli episodi si moltiplicano dopo che ospedali e presidi medici sono stati presi di mira più volte:  il servizio di ambulanza dell’ospedale Al Gomhoury nel governatorato di Saada, supportato da MSF, due giorni fa è stato colpito da un attacco aereo che ha ucciso un membro dello staff del Ministero della Salute.

”Quest’ultima perdita di un nostro collega è devastante e dimostra con quanta spietatezza l’assistenza medica sia sotto attacco in Yemen. La gente subisce questo tipo di violenza ogni giorno. Nessuno, neanche gli operatori sanitari vengono risparmiati” dice Teresa Sancristoval, Coordinatrice dell’emergenza di MSF.Anche altre due città, Baqim e Al Jawf, sono state bombardate. Il numero totale di feriti e uccisi è ancora incerto. MSF ha ricevuto 40 feriti, sei dei quali deceduti.

(MNT;  25 gennaio  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts