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A Milano il premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi all’evento “Mai più Schiavi”: 21 milioni oggi le vittime

Insignito del premio nel 2014 con Malala, l'attivista indiano incontrerà il cardinale Scola e Pisapia e parlerà del traffico di esseri umani che frutta 32 miliardi di dollari l'anno

Malala e Kailash Satyarthi

M ILANO, 28 GENNAIO – Il premio Nobel per la pace Kailash Satyarthi parteciperà all’evento “Mai più Schiavi” previsto per il prossimo 8 febbraio a Milano, organizzato  da Caritas Ambrosiana, Mani Tese e il Pontificio Istituto Missioni Estere di Milano (PIME), con il patrocino del Comune, in occasione della Giornata internazionale contro il traffico di esseri umani e la riduzione in schiavitù.  Sessantenne, attivista indiano per la lotta al lavoro minorile, Satyarthi è stato insignito della prestigiosa onoreficienza nel 2014 a Oslo insieme a Malala Yousafzai, la giovane pachistana scampata a un attentato dei talebani.  Satyarthi parteciperà al convegno “Tratta e sfruttamento in Italia e nel mondo”, previsto dalle ore 15 a Palazzo Marino, sede del Comune.  Presenti anche il sindaco di Milano Giuliano Pisapia e il vicario episcopale mons. Luca Bressan. In serata è previsto un incontro tra Kailash Satyarthi  e l’Arcivescovo di Milano Angelo Scola, che condividereanno riflessioni sul tema.

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La tratta delle persone è una delle grandi piaghe del mondo di oggi: secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC) circa 21 milioni di persone, spesso povere e vulnerabili, sono vittime di tratta a scopo di sfruttamento sessuale o lavoro forzato, espianto di organi, accattonaggio forzato, servitù domestica, adozione illegale. Ogni anno, circa 2,5 milioni di persone sono ridotte in schiavitù; il 60 per cento sono donne e minori. Spesso subiscono abusi e violenze inaudite. Si stima che la tratta sia una delle attività illegali più lucrative al mondo: rende complessivamente 32 miliardi di dollari l’anno ed è il terzo “business” più redditizio, dopo il traffico di droga e di armi.

Al convegno a Palazzo Marino prenderanno la parola anche gli operatori delle organizzazioni del terzo settore e del sindacato: Palma Felina dell’area tratta di Caritas Ambrosiana, Miriam Pasqui della Casa dei diritti del Comune di Milano, Chiara Cattaneo di Mani Tese, Ester Balconi per Cgil Cisl e Uil.  Alle ore 21, Satyarthi, sarà poi accolto nella Basilica di Sant’Ambrogio, dall’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola.  Alla testimonianza del Nobel e all’intervento del cardinale seguiranno la lettura di testimonianze di vittime di sfruttamento interpretate dagli attori Lella Costa e Fausto Russo Alesi.

Il Coro Elikya con la partecipazione del tenore della Scala di Milano, Angelo Scardina, eseguirà alcuni brani musicali. Tra il convegno del pomeriggio e la testimonianza della sera previsto alle 18.15 anche un flash mob con l’Orchestra dei Popoli “Vittorio Baldoni” in piazza della Scala. Per tenere desta l’attenzione su questo tema l’8 febbraio la Chiesa cattolica celebra in tutto il mondo la giornata internazionale di riflessione contro la tratta di persone nella festa di santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese, liberata e divenuta religiosa canossiana, canonizzata nel 2000.

Fin dagli anni ’90 il premio Nobel Kailash Satyarthi è impegnato nella lotta contro il lavoro minorile con la sua organizzazione Bachpan Bachao Andolan. La sua azione ha permesso di liberare almeno 80mila bambini dalla schiavitù, favorendone la reintegrazione sociale. Negli oltre 25 anni di attività a difesa dei diritti dei minori, Satyarthi ha partecipato a numerose campagne internazionali come la Marcia globale contro il lavoro minorile, attirando su di sé l’attenzione dei media di tutto il mondo. (@francesmorandi, 28 gennaio 2016)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts