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Iran: ‘Diventare grandi nel braccio della morte’, rapporto Amnesty

Iran2-640x480[1]ROMA, 28 gennaio –  Un nuovo rapporto pubblicato da Amnesty International afferma che decine di minorenni al momento del reato stanno languendo nei bracci della morte dell’Iran.  Il rapporto, intitolato “Diventare grandi nel braccio della morte”, contraddice le autorità iraniane che cercano di negare le costanti violazioni dei diritti umani dei minorenni e di sviare le critiche sul fatto che l’Iran resta uno degli ultimi paesi al mondo a mettere a morte minorenni al momento del reato. Per Said Boumedouha, vicedirettore del programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International Nonostante alcune riforme nel campo della giustizia minorile, l’Iran continua a non stare al passo col resto del mondo, mantenendo in vigore leggi che consentono di condannare a morte bambine di nove anni e ragazzi di 15″ .

Negli ultimi anni, le autorità iraniane hanno posto molta enfasi sulle modifiche al codice penale islamico del 2013, a seguito delle quali il giudice può decidere per una pena alternativa alla condanna a morte, basandosi sul suo giudizio discrezionale circa la crescita mentale e la maturità raggiunta dal reo minorenne al momento del reato. Nella pratica, però, questa normativa mette a nudo il mancato rispetto degli impegni assunti dall’Iran oltre 20 anni fa, con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, che vieta l’uso della pena di morte nei confronti dei minorenni al momento del reato. In quanto stato parte della Convenzione, l’Iran ha l’obbligo giuridico di considerare tutte le persone al di sotto dei 18 anni di età come minorenni e di assicurare che queste non siano mai condannate a morte o all’ergastolo senza possibilità di rilascio.

PP_iran[1]Dal 2005 al 2015, rivela il rapporto di Amnesty International, l’Iran ha messo a morte 73 minorenni al momento del reato. Altri 160, secondo le Nazioni Unite, sono in attesa dell’esecuzione nei bracci della morte del paese. Con ogni probabilità, sostiene l’organizzazione contro la pena di morte, i dati effettivi sono molto più alti poiché in Iran le informazioni sul tema  sono avvolte dal segreto. Amnesty International è stata in grado di identificare i nomi di 49 minorenni condannati a morte per reati commessi quando avevano meno di 18 anni, e anche le prigioni in cui sono reclusi. In media, la maggior parte di loro si trova nel braccio della morte da sette anni, alcuni da più di 10 anni.  “Il rapporto rivela un’inquietante realtà, fatta di rei minorenni che languono nei bracci della morte, derubati di anni importanti della loro vita e condannati alla pena capitale spesso dopo processi irregolari, anche a seguito di confessioni estorte con la tortura”, ha proseguito Boumedouha.

Il nuovo codice penale islamico del maggio 2013 aveva fatto sperare che la situazione dei minorenni nei bracci della morte potesse finalmente migliorare. Il codice consente al giudice di valutare la maturità mentale dell’imputato al momento del reato, dandogli la facoltà di sostituire la condanna a morte con un’altra pena. Nel 2014 la Corte suprema aveva confermato che tutti i rei minorenni nel braccio della morte avrebbero potuto chiedere un nuovo processo. Invece, nei quasi tre anni trascorsi dalle modifiche al codice penale, le esecuzioni dei rei minorenni sono proseguite. In alcuni casi, le autorità giudiziarie non hanno neanche informato i condannati a morte che avrebbero potuto essere nuovamente processati. Inoltre, il rapporto di Amnesty International evidenzia una tragica tendenza: i rei minorenni che hanno chiesto un nuovo processo vengono giudicati mentalmente maturi all’epoca del reato e dunque ancora una volta condannati a morte.Boumedouha. Per Amnesty Nel momento in cui l’Iran fa rientro nella diplomazia internazionale, è fondamentale che i leader mondiali usino i nuovi canali aperti con Teheran per parlare alle autorità iraniane dei casi descritti nel rapporto di Amnesty International e per sollecitarle a commutare subito tutte le condanne a morte emesse nei confronti dei rei minorenni.

(MNT, 28 gennaio 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts