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Libia, Pinotti al Corriere: Italiani leader missione, coordinarsi con alleati

ROMA, 28 GENNAIO – “Il ruolo di guida nella missione libica ci viene riconosciuto perché siamo fra i Paesi che hanno qualcosa da dire. L’impegno e la professionalità mostrati nelle missioni militari sono alla base della grande considerazione e rispetto di cui gode l’Italia negli Stati Uniti e nella comunità internazionale”. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, in un’intervista al Corriere della Sera, spiega che “non possiamo immaginarci di far passare la primavera con una situazione libica ancora in stallo. Nell’ultimo mese abbiamo lavorato più assiduamente con americani, inglesi e francesi. Non parlerei di accelerazioni, tanto meno unilaterali: siamo tutti d’accordo che occorre evitare azioni non coordinate, che in passato non hanno prodotto buoni risultati”.

Se “alcune sconfitte di Daesh in Iraq possono spingere lo Stato islamico a fare della Libia un nuovo fronte” e sono in corso “valutazioni con gli alleati di quali siano le necessità nel caso di un’emergenza”, il ministro ha confermato che la richiesta di un intervento deve venire da un governo libico: “Al recente vertice di Parigi tra i ministri della Difesa della coalizione anti-Isis, dove io ho fatto la relazione sulla Libia, c’è stata totale condivisione su questo. Un governo operativo è indispensabile per evitare scenari come quello sperimentato in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein. Non dobbiamo fornire argomenti alla propaganda jihadista, che avrebbe interesse a presentare qualsiasi azione come una invasione occidentale”.

Per i lavori alla diga di Mosul “non è stato ancora firmato il contratto”, anche se gli iracheni hanno individuato nell’italiana Trevi la ditta in grado di fare questo lavoro, enorme e pieno di rischi”, in un cantiere che “si troverà in territorio controllato dai curdi, ma a poca distanza dalle zone dominate da Daesh: il numero di 450 soldati per garantire la sicurezza dei lavori nasce da questo”.

Per leggere l’intera intervista a firma di Paolo Valentino, cliccare qui.
(@annaaserafini)

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