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Migrazioni: Nord Europa dà battaglia. Gentiloni, Ue a due velocità?

(di Maria Novella Topi) – ROMA, 29 gennaio – Il grande Nord dell’Ue si allinea a quei paesi dell’est (Ungheria, Repubblica Ceca, Bulgaria, Slovacchia, Macedonia)  che l’estate scorsa avevano cominciato a erigere muri e fili spinati; una alla volta, come birilli, cadono le politiche dell’accoglienza e dell’apertura e l’Europa dà di sé un’immagine frantumata e litigiosa che non riesce a varare politiche basate su una visione comune di ampio respiro su uno dei temi più drammatici del momento.

muro-ungheria[1]Dopo la Danimarca, che al profugo fa lasciare ”all’ingresso” il costo del mantenimento nella grande socialdemocrazia, e che sta per varare norme che restringono i diritti acquisiti dai rifugiati sul suo suolo, si aggiungono la Svezia e la Finlandia, che con i voli speciali stanno per rimpatriare centinaia di migliaia di  migranti considerati irregolari. E l’Olanda propone quello che è stato definito uno ”scambio di immigrati” triangolandoli con la Turchia come paese terzo, per rimandare indietro decine di migliaia di persone dalla Grecia senza farle accedere alla procedura per determinare lo status di rifugiato. Amnesty international ha definito la proposta della presidenza olandese dell’Ue una vera e propria ”bancarotta morale”, oltre che una violazione palese del diritto europeo e di quello internazionale.

Senza contare la crescita esponenziale dei consensi alle politiche di ostracismo, razziste e xenofobe proprio nei paesi che negli ultimi decenni più erano stati ospitali, anche grazie alle situazioni economiche meno precarie di quelli mediterranei.

Come dire: finora siete stati accolti nel paese di Bengodi, e avete usufruito dei privilegi che spettano ad ogni cittadino occidentale che si rispetti. Ora basta.

Oggi il ministro degli Esteri Gentiloni, rispondendo ad una domanda nel corso di un’intervista al quotidiano La Stampa, ha parlato di un’Europa a due velocità, anche se, ha detto, ”visioni opposte devono e possono convivere”. Nel prossimo incontro a Roma fra i colleghi dei sei Paesi fondatori dell’Ue si inizierà a delineare una ”visione comune sul futuro dell’Unione”, e per Gentiloni questo può voler dire disegnare un possibile sentiero per armonizzare le differenti posizioni di più Paesi membri su temi scottanti come l’immigrazione. In questo senso, afferma il ministro ”i rimpatri devono far parte di un’azione comune europea e non di annunci a effetto” così come la norma danese sul prelievo ai migranti, ”è qualcosa che, sul piano culturale, l’Europa non dovrebbe mai vedere. Come far pagare l’Ici ai senza tetto. E chiunque conosca la drammaticità di queste rotte fa fatica a capire come possa essere applicata: mi sembra una norma-manifesto utile più che altro ai fini del consenso interno”.

rifugiati-migranti-croazia-1000x600[1]Inoltre sembra che alla Ue interessi soprattutto la questione di Schengen, anche se Gentiloni sottolinea che non basta la speranza che Schengen non finisca: ”Qualcosa deve cambiare – rileva – Non possiamo proseguire con le regole di Dublino che scaricano sui Paesi di primo arrivo asilo o respingimento dei migranti. Servono un diritto di asilo europeo, un’azione di rimpatrio europea, una polizia di frontiera europea. Senza questo scatto, la conclusione rischia di essere il sacrificio della libera circolazione delle persone”.

Se Amnesty definisce l’adozione da parte del parlamento danese delle misure di prelievo dei beni dei rifugiati ”un giorno nero per il diritto d’asilo”, la sensazione delle organizzazioni umanitarie è che la stretta di Copenaghen sui diritti, come la confisca dei beni, la protezione ridotta e i ricongiungimenti più lenti, possa fare proseliti. Nonostante le critiche al provvedimento infatti, il governo di Rasmussen è andato fino in fondo e nella vicina Germania il ministro dell’Interno della Baviera Joachim Herrmann ha affermato che somme e beni a partire dai 750 euro potranno essere requisiti. Il solco della disumanità si approfondisce.

(MNT, 29 gennaio 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts