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“Un ponte per…” con il sindacato UIL in Grecia per offrire beni primari ai migranti

Sull'isola di Lesbo ogni giorno sbarcano 1000/2000 persone. Il 65% arriva dalla Siria, gli altri da Iraq e Afghanistan

ROMA, 2 FEBBRAIO – I volontari italiani dell’Associazione “Un ponte per… ” tornano in Grecia per proseguire il lavoro di solidarietà e accoglienza con i migranti avviato a gennaio. Era partita all’inizio del 2016 infatti la prima delegazione organizzata da “Un ponte per…” per partecipare allo sforzo degli attivisti internazionali che da mesi lavorano sull’isola di Lesbo nell’accoglienza dei migranti in fuga dalle guerre. L’Associazione rilancia oggi il suo impegno grazie al sostegno e alla collaborazione con il Servizio Rapporti con le ONG del sindacato UIL, nato per rafforzare  la collaborazione con le organizzazioni di volontariato e cooperazione internazionale per promuovere e rafforzare la coesione sociale. A partire da febbraio e per i successivi 3 mesi i volontari saranno di nuovo sull’isola, per organizzare una staffetta che si alternerà per portare solidarietà concreta, aiuto e prima assistenza a chi fugge dalle guerre.

I volontari saranno impegnati nella logistica dei magazzini dei campi profughi, in cui vengono stoccati gli aiuti umanitari in arrivo, e si daranno il turno sulle spiagge per l’assistenza e il primo soccorso ai migranti che a migliaia sbarcano ogni giorno. Dall’inizio del 2015 sono oltre 800.000 i rifugiati e richiedenti asilo arrivati via mare in Grecia: di questi, il 65% arrivavano dalla Siria, gli altri prevalentemente da Iraq e Afghanistan. Più di 500.000 sono arrivati attraverso l’isola di Lesbo.
Nonostante il calo delle temperature, ad oggi sull’isola gli sbarchi proseguono: ogni giorno arrivano tra le 1.000 e le 2.000 persone, in un contesto di emergenza umanitaria e scarsità di strutture. I campi ufficiali riconosciuti delle autorità locali sono solo due, per una capacità di accoglienza complessiva di circa 800 persone.
Ormai da mesi si assiste quotidianamente a tragedie in mare e continua la terribile conta dei cadaveri sulle coste turche e greche. Le organizzazioni umanitarie presenti nell’area sono poche: anche per questo è in corso un vasto lavoro dal basso di volontari internazionali nato spontaneamente. Un impegno collettivo cui hanno scelto di partecipare anche UIL e “Un ponte per…”, in un’ottica di solidarietà, accoglienza e costruzione di Ponti di pace tra i luoghi di conflitto e l’Europa. Per mostrarne il volto umano, che non è fatto di sole frontiere, barriere e centri di espulsione. La missione sarà raccontata attraverso il  sito web di “Un ponte per…”, la pagina “Rapporti con le ONG” del sito della UIL, i nostri canali Facebook e Twitter (@ponteper) e quelli della UIL.

(@francesmorandi, 2 febbraio 2016)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts