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Crisi umanitaria siriana, Oxfam: pochi soldi dai Paesi ricchi

Si apre domani la Conferenza dei donatori a Londra. L'Italia pronta a raddoppiare il suo impegno

Rifugiati siriani

LONDRA, 3 FEBBRAIO –  Solo alcune potenze mondiali sono state in prima linea per sostenere l’emergenza umanitaria siriana. Lo afferma il rapporto pubblicato da Oxfam, “Fair Share”, dal quale emerge che nel 2015 solo la metà delle risorse necessarie per assistere la popolazione in Siria e nei Paesi vicini è stata finanziata. Il rapporto dell’organizzazione internazionale  contro povertà e ingiustizia, ha calcolato la “giusta quota” di aiuti e di redistribuzione di rifugiati che ogni Paese, a seconda della proprie capacità economiche, dovrebbe destinare alla crisi.  Stando ai risultati Paesi ricchi come Qatar, Arabia Saudita e Usa hanno contribuito in maniera limitata alla crisi, mentre Germania, Paesi Bassi e Svezia si sono dimostrati più generosi.  Di finanziamenti  all’emergenza siriana si parlerà domani alla Conferenza dei donatori Londra, dove si incontreranno gli Stati “ricchi”. L’Italia, per voce del Direttore Generale della Cooperazione Italiana, Giampaolo Cantini, ha fatto sapere che intende “raddoppiare i fondi rispetto agli ultimi anni” per sostenere i rifugiati siriani.

Secondo fonti diplomatiche europee, citate dal Sole24Ore, l’emergenza siriana “deve avere un programma (di aiuti) fino al 2020” perché “se anche si arriva ad un accordo a Ginevra in uno o tre anni si dovrà continuare ad assistere i Paesi vicini per un periodo più lungo”. Il finanziamento della Turchia ha “fissato un precedente” e ora il principale obiettivo è quello di “sostenere i Paesi vicini”, in particolare Giordania e Libano. Le fonti sottolineano inoltre che il problema principale per l’emergenza umanitaria resta l’accesso alle città assediate dal regime siriano, questione direttamente collegata a un accordo per il cessate-il-fuoco con le opposizioni da raggiungere alla conferenza di Ginevra. (@francesmorandi, 3 febbraio 2016)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts