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Prima visita di Mattarella all’Onu. “Fiducioso” sulla candidatura italiana al consiglio di sicurezza

"fiducioso" esito voto anche per "grande lavoro" missione italiana

Ban e Mattarella al Palazzo di vetro (foto di A. Baldini)

(di Arturo Zampaglione)

NEW YORK, 10 FEB 2016- Appena uscito dal Palazzo di Vetro, dopo gli incontri di mercoledì mattina, prima con il presidente dell’assemblea generale Mogens Lykketoft, poi con il segretario generale Ban Ki-moon, Sergio Mattarella tiene a precisare che non sono state “occasioni di campagna elettorale”. Come dire: non si è parlato – né era quella la sede – della candidatura italiana al consiglio di sicurezza. Ma le elezioni del 28 giugno si avvicinano. Mancano ormai 139 giorni al voto dell’Assemblea generale che sceglierà i membri non-permanenti del consiglio per il biennio 2017-18 e, con la battaglia diplomatica ormai entrata nel vivo, il presidente della repubblica ha voluto approfittare del suo viaggio negli Stati Uniti per dare risalto al contributo dell’Italia agli ideali e alle attività delle Nazioni Unite, in modo anche da rafforzarne la candidatura al Consiglio di Sicurezza.

Secondo Mattarella, infatti, un obiettivo come quello del seggio non-permanente “si raggiunge con le buone relazioni”: cioè costruendo il consenso e conquistando voti attraverso azioni esemplari nel “sistema” delle nazioni Unite. E l’Italia ne ha molte di cui essere fiera, peraltro riconosciute dagli stessi interlocutori del presidente. “Il vostro paese è un grande amico e un grande partner delle Nazioni Unite”, dice Ban a Mattarella, ricevendolo assieme ad altri alti funzionari dell’Onu tra cui il capo delle operazioni di peacekeeping, Hervé Ladsous, e ringraziandolo per il contributo dell’Italia all’Unifil in Libia e l’appoggio a numerose agenzie sul suolo italiano, oltre che per la calorosa ospitalità riservatagli nei frequenti viaggi a Roma. “La sua visita è un grande onore”, aggiunge il segretario generale durante la foto ufficiale.

PGA Lykketoft welcomes Mattarella

PGA Lykketoft welcomes Mattarella

Nell’incontro Ban-Mattarella si parla di come tradurre in pratica i due grandi accordi multilaterali raggiunti nel 2015: l’Agenda dello sviluppo verso il 2030 e quello sul clima firmato a Parigi nel dicembre scorso. Si accenna all’importante summit del settembre prossimo, alla vigilia dell’assemblea generale, sui temi delle migrazioni. E poi l’attenzione si concentra sui due dossier più caldi: la Siria e soprattutto la Libia. Secondo il portavoce del Palazzo di vetro, Ban ha sottolineato l’importanza del processo politico come “chiave” per affrontare le sfide politiche, umanitarie e di sicurezza in Libia. “Dove – ha poi precisato Mattarella – è essenziale arrivare al più presto alla costituzione di un governo di unità nazionale, con l’aiuto dell’inviato speciale dell’Onu (Martin Kobler, ndr): perché è la pre-condizione per una azione per sconfiggere i trafficanti di essere umani e distruggere gli insediamenti del Daesh”. Il segretario generale ha anche dato atto all’Italia di un significativo ruolo di leadership nella crisi libica.

Sulla Siria, Ban e Mattarella hanno preso atto della sospensione fino al 25 febbraio delle trattative di pace condotte dall’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, esprimendo il “comune auspicio” – secondo quanto hanno riferito fonti del Quirinale – di una veloce ripresa dei negoziati: anche perché quella guerra è all’origine dell’arrivo su larga scala di profughi e migranti, oltre che della diffusione dell’estremismo jihadista.

 

Ban welcomes Mattarella at the UNHQ

Ban welcomes Mattarella at the UNHQ

Alla vigilia della visita all’Onu, la prima come presidente della repubblica, Mattarella era intervenuto a un ricevimento nella residenza dell’ambasciatore italiano all’Onu, Sebastiano Cardi, con la presenza del presidente dell’assemblea generale Likketoft e di vari ambasciatori al palazzo di vetro. “L’Italia – ha detto in quella sede, senza nascondere il suo “orgoglio” – ha posto tempestivamente la questione dei flussi migratori in Europa alla comunità internazionale. Abbiamo il dovere morale di salvare le vite umane in mare”. E ha aggiunto: “Pace e sicurezza, lo sviluppo, i diritti umani e la libertà: questi sono i tre pilastri che muovono le Nazioni Unite”.

E questi sono anche i temi in cui l’Italia si riconosce e con cui punta a raccogliere i 129 voti necessari per il Consiglio di sicurezza: una candidatura su cui Mattarella si dice “fiducioso”: anche perché è sostenuta dal “grande lavoro” della Farnesina e dal “grande attivismo” dell’ambasciatore Cardi.

(AZ, 10-2-2016)

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Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza).

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About Arturo Zampaglione

Arturo Zampaglione è stato per quasi venti anni corrispondente da New York del quotidiano La Repubblica, per il quale continua a collaborare. Ha studiato a Roma e a Boston, dove ha preso un Master in affari internazionale alla Fletcher School of Law and Diplomacy. Nel 2003-2004 ha insegnato giornalismo internazionale alla New York University. Ha curato la pubblicazione del libro-intervista “La mutazione antiegualitaria” (Editori Laterza). Contact: Website | More Posts