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Siria: approdano a Roma le foto di torture di “Caesar”

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ROMA, 12 FEBBRAIO – Dopo il Palazzo di Vetro e il parlamento Europeo le foto xche denunciano atrocita’ commesse in Siria approdano a Roma dove potrebbero essere esposte in uno degli ambienti del Senato. Le immagini, una trentina, sarebbero state scattate da un ex fotografo della polizia militare siriana dal nome in codice
Caesar.

Nei giorni scorsi, la presidente della Camera Laura Boldrini aveva rifiutato l’uso degli ambienti di Montecitorio per ospitare le foto anche perché giudicate “troppo efferate”
per le scolaresche spesso in visita ai Palazzi della politica. Ad offrire “ospitalità” alla mostra
fotografica è stato invece il presidente della Commissione per la Tutela dei diritti umani Luigi Manconi che ha assicurato il suo l’impegno e quello dell’organismo parlamentare da lui guidato per convincere i vertici di Palazzo Madama a dare tempi certi per la mostra.

Manconi ha assicurato che ndranno seguite tutte le regole in vigore al Senato adottando misure minime che consentano di rispettare la sensibilità di tutti, specie quella degli studenti più giovani in visita a Palazzo Madama, ma almeno “sarà possibile ospitare in una sede istituzionale questa straordinaria testimonianza contro la brutalità dei regimi dittatoriali”.

In attesa che si trovino le sale più idonee per accogliere le immagini dei “corpi degli oppositori di Assad, veri o presunti, torturati a morte nelle carceri siriane”, Sabrina Gasparrini che lavora per “Non c’è pace senza giustizia” spiega che in realtà gli scatti di Caesar “sono 55mila per un totale di 11.000 cadaveri”. L’ex fotografo della polizia siriana infatti “quando decise di lasciare il suo paese nel 2013 per denunciare al mondo le atrocità subite dal suo popolo portò via la pennetta Usb nella quale aveva raccolto tutto il suo lavoro di anni.

Compito di Caesar per conto del governo siriano era quello di fotografare i corpi degli oppositori di Assad, veri o presunti, torturati a morte nelle carceri siriane per “consentire al regime di mandare alle famiglie un certificato di morte senza dover restituire il corpo e provare ai vertici militari e dell’intelligence che l’ordine di esecuzione era stato correttamente eseguito”, ha detto Gasperrini secondo cui anche l’FBI ha provato l’autenticità degli scatti. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts