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Giro: con Italia in Consiglio Sicurezza più leva in processi internazionali

grande stima tra partner africani

Giro Mario Giro con il presidente della Repubblica di Guinea Alpha Condé

ROMA, 12 FEBBRAIO – La conquista di un seggio in Consiglio di Sicurezza “consentirà all’Italia di avere più leva sui processi internazionali e di far sentire la nostra voce. Ogni dieci anni l’Italia siede al Consiglio di sicurezza. L’ultima volta proprio a dieci anni fa, e la possibilità di farlo nel 2017 e 2018 viene visto dai nostri partner con grande interesse”. Lo ha detto a Joshua Massarenti di Vita in vice-ministro degli Esteri Mario Giro.

Giro, che di recente e’ stato promosso a “numero due” della Farnesina, ha tenuto a precisare che la campagna per il seggio non ha niente a che fare con l’ultimo viaggio del presidente del consiglio Matteo Renzi in Africa: “Non si fa una campagna di questo genere con un viaggio in Africa a pochi mesi dal voto che si terrrà a giugno”, ha detto il vice-ministro ricordando che durante l’ultima Assemblea Generale dell’ONU di settembre, tutti i leader africani da lui incontrati – “e sono tanti” – hanno ringraziato l’Italia per i rifugiati e i salvataggi effettuati nel Mare Mediterraneo. “In altre parole, quello che abbiamo fatto e continuiamo a fare è molto stimato dai nostri partner africani”, ha detto Giro ricordando che mai nella storia repubblicana un presidente del consiglio aveva viaggiato così tanto in Africa: “Questo dimostra quanto l’Africa sia diventata una nostra priorità. E’ un continente in cui abbiamo saputo costruire una buona reputazione, ma non basta, oggi è necessario avere una presenza concreta”.

L’intervista ha toccato molti temi tra cui il nuovo indirizzo che la legge di riforma varata nel luglio 2014 dal parlamento ha dato alla cooperazione: “Al di là delle singole sfide, credo in una cooperazione rapida e capace di intepretare i tempi”, ha detto Giro che dovrebbe averne la delega (l’annuncio dovrebbe arrivare “a giorni”): “Ora che abbiamo l’agenzia, potremo esserlo. Certo, ci sono tematiche su cui rimarremo impegnati come l’ambiente, i diritti e la democrazia, a cui le migrazioni sono strettamente legate, in particolare nel Mediterraneo, ma anche l’agricoltura, l’educazione, la salute. Infine ci dobbiamo inventare un ruolo nuovo nel blending, con il coinvolgimento strutturato del settore privato nella cooperazione”.

Per leggere il testo dell’intervista su Vita, cliccare qui:

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts