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Unesco, nascono a Roma i primi ‘caschi blu della cultura’

I caschi blu della cultura

(di Maria Novella Topi) –

ROMA, 16 febbraio – Da oggi la difesa del patrimonio culturale mondiale passa per l’Italia: nascono a Roma i caschi blu italiani per la tutela della cultura nelle aree di crisi, fortemente voluti dal governo di Roma e dall’Unesco che con il programma #UNITE4HERITAGE ha voluto rispondere alle nuove emergenze create dal terrorismo internazionale.

conti-0087-kwob-u43150845635403a5-656x492corriere-web-roma_512x384[1]Alle Terme di Diocleziano una affollata cerimonia cui hanno partecipato la segretaria generale dell’Unesco Irina Bokova, i ministri Dario Franceschini (Beni culturali), Paolo Gentiloni (Esteri), Roberta Pinotti (Difesa), Stefania Giannini (Istruzione), il sindaco di Torino Piero Fassino e il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio del Sette ha sancito ufficialmente la nascita del gruppo e del Centro internazionale di formazione e ricerca sull’economia della cultura e del patrimonio internazionale che sorgerà a Torino e il cui protocollo d’intesa è stato firmato proprio da Fassino, Franceschini e Gentiloni.

WP_20160216_006Una task force formata da carabinieri del Comando per la tutela del patrimonio culturale e civili esperti di arte, archeologia, restauro ecc., da oggi pienamente operativa, è messa a disposizione dell’Unesco dall’Italia (primo paese ad accogliere l’invito venuto dalla conferenza di maggio a Milano) in quello che il ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha definito ”un passo moralmente dovuto in un’epoca nella quale non avremmo mai pensato di dover vivere le distruzioni cui stiano assistendo”.  ”I terroristi filmano gli attacchi e le devastazioni – ha spiegato il ministro – e quando le telecamere sono spente comincia il saccheggio e la vendita dei reperti”.

Il ”crimine di guerra” rappresentato dalla distruzione di un patrimonio culturale che costituisce l’identità di ogni singolo paese, obbliga a una presa di responsabilità, è il ministro Giannini a sottolinearlo, e ha anche una sua natura politica. Nella strategia antiterrore, ha detto Gentiloni, Unite4Heritage è un ”pezzo molto italiano”, che l’Italia ha molto voluto perché è ormai chiaro che ”i terroristi non solo vogliono colpire i simboli della cultura, dell’istruzione, della capacità di crescere, ma anche cancellare la diversità e il pluralismo in certe zone del mondo dove questi valori sono sempre stati rispettati”.

La ”pulizia culturale” il cui suono è così evocativo di un’altra drammatica ”pulizia”, quella ”etnica”, potrebbe diventare materia per la Corte penale internazionale: ”L’idea di condannare qualcuno per distruzione del patrimonio, potrebbe essere un ulteriore passo avanti”, ha aggiunto Gentiloni secondo il quale quello dell’Italia è un ”modello replicabile anche perché proviene da un paese che vanta 170 missioni archeologiche nel mondo, 51 siti patrtimonio dell’umanità, un impegno costante in favore della cultura in ogni organizzazione internazionale”.

franceschini-bokova-caschi-blu-roma[1]Del Sette, che ha presentato i ”suoi” carabinieri già vocati alla protezione del patrimonio artistico, ha ricordato che nel 1969 è stato costituito il nucleo originario del comando per la tutela del patrimonio che finora ha ottenuto grandi successi: recuprati oltre un milione e cento reperti, sequestrati migliaia di falsi d’autore, censiti milioni di pezzi. La task force, che dovrebbe contare su una trentina di carabinieri e altrettanti civili, utilizzerà e contribuirà al database dell’Interpol e sarà divisa in attività operativa, addestramento, banca dati e logistica. La ministra della Difesa Pinotti ha da parte sua ricordato i teatri nei quali sono stati e sono impegnati i carabinieri del Comando: dall’Iraq a all’Afghanistan hanno messo a frutto le competenze raggiunte in Italia nel lavoro di contrasto al crimine contro la cultura, ”sempre nel rispetto delle popolazioni, dei governi, degli usi e costumi, della cultura e dell’identittà dei paesi in cui intervengono”.

Bokova si è detta grata all’Italia, entusiasta ed emozionata perché vede realizzarsi un primo grande passo nella direzione voluta. Al dramma delle distruzioni, ha spiegato, ”noi rispondiamo con la ricostruzione di un mausoleo, con il restauto di un monumento o di un libro, con la ricostruzione del ponte di Mostar”.

Ora la palla passa alla task force formata dai carabinieri del nucleo per la tutela del patrimonio, e dagli istituti del ministero per i Beni culturali, tra i quali l’Istituto centrale per il restauto di Roma e l’Opificio delle pietre dure di Firenze. Ma anche al neonato Centro Unesco di formazione, addestramento e ricerca sull’economia della cultura di Torino il cui protocollo di intesa è stato firmato al termine della cerimonia. Un centro di eccellenza che formerà nuovi  professionisti della cultura  in grado di assumere il compito di preservare ”l’unica vera ricchezza dei paesi, la vivacità, la pluralità e la identità della propria cultura”.

(MNT, 16 febbraio 2016)

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts