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Pena di morte: ministri giustizia di 30 paesi a Roma il 22 febbraio

Mongolia in dicembre entra in club stati abolizionisti

ROMA, 18 FEBBRAIO – La Comunita’ di Sant’Egidio riunisce il 22 febbraio alla Camera dei Deputati 30 ministri della giustizia di paesi sia abolizionisti che mantenitori della pena di morte. E’ il nono congresso di rappresentanti di ogni continente si riuniscono per discutere delle prospettive di abolizione in uno spazio in cui, nello spirito di dialogo che è la cifra delle iniziative della Comunità, si esaminano i percorsi possibili e realisti per una gestione più umana della giustizia. In ordine di tempo, l’ultimo paese ad avere abolito la pena di morte è stata la Mongolia, lo scorso 4 dicembre, anche grazie a questo paziente lavoro.

Il 22 e 23 febbraio il Segretario di Stato per la Giustizia della Mongolia sarà a Roma. Alcuni dei colleghi che troverà nella capitale italiana (El Salvador, Rwanda, Timor Est, Togo) hanno già abolito la pena capitale da tempo; altri (Repubblica Centrafricana, Mali, Sierra Leone, Sri Lanka) hanno sospeso le esecuzioni e aderito alla moratoria approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite; altri ancora, come il Vietnam e la Somalia, mantengono la pena di morte.

Secondo Sant’Egidio, in un tempo di guerra diffusa come il nostro, invocare soluzioni semplificate e ricercare capri espiatori, in nome della sicurezza, può sembrare naturale e riscuotere successo. Il terrorismo alza il livello della violenza e spinge l’opinione pubblica a schierarsi: con o contro. E contro equivale a sopprimere, anche fisicamente, il violento. Le immagini di esecuzioni barbare, come nei video dell’Isis, diffondono nella società una cultura della morte. È la sfida del terrorismo globale: propagandare la paura.

Ma la violenza fa solo il gioco della paura. E la pena di morte, espressione di una cultura violenta, non aiuta a combattere il crimine. La pena capitale – afferma Sant’Egidio studi e statistiche alla mano – non è un deterrente, non diminuisce i crimini commessi, non garantisce maggiore sicurezza e aggiunge solo altra violenza e altra morte. E soprattutto quando uno Stato uccide in nome della legge, abbassa il livello del suo sistema legislativo al livello di chi uccide.

Il congresso di Roma e’ stato organizzato anche come un’occasione importante per offrire sostegno e strumenti giuridici a quegli Stati che stanno intraprendendo un percorso verso l’abolizione o la sospensione della pena di morte. “Riaffermare la sacralità della vita e diffondere una cultura della pace può togliere terreno alla paura, che in questo tempo difficile rischia di prevalere nelle scelte di tanti”, afferma la Comunita’ in un comunicato postato sul sito web.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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