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Addio Umberto Eco: quando all’Onu parlo’ di perdita della memoria

NEW YORK, 19 FEBBRAIO – Addio a Umberto Eco, il semiologo e scrittore, ma anche l’intellettuale impegnato sul palcoscenico mondiale. Tre anni fa l’autore del “Nome della Rosa” sali’ in cattedra alle Nazioni Unite  per una lezione dal titolo: ‘Contro la perdita della memoria’, per sottolineare l’importanza della memoria storica, che si va sempre piu’ perdendo. Un appuntamento “ricordato” dal Rappresentante Permanente italiano all’Onu Sebastiano Cardi su Twitter.

Eco aveva in quell’occasione presentato Encyclomedia, un’enciclopedia digitale di nuova concezione che attraverso la storia, la letteratura, le scienze, la musica, la filosofia e l’arte, raccoglie i principali avvenimenti della civilta’ europea dall’ antichita’ all’inizio del terzo Millennio. Ma che voleva anche rappresentare una sorta di dispositivo proprio per rinforzare la memoria.

“Una cultura si costruisce attraverso il ricordo, ma anche attraverso la selezione dei ricordi”, aveva detto Eco al Palazzo di Vetro. “Molte nazioni europee per almeno vent’anni hanno cancellato le memorie della Seconda Guerra Mondiale e del nazismo – continua – le culture hanno questa capacita’ di porre le notizie in una specie di frigorifero, che ad un certo punto puo’ essere riaperto”. Si tratta, per lui, di un processo continuo di dimenticanza e recupero, nel quale la tradizione europea e’ molto piu’ flessibile.

Il problema maggiore, aveva spiegato lo scrittore, e’ che “in Italia molti studenti non conoscono Badoglio o Churchill, non ricordano nemmeno chi e’ Aldo Moro”. E aveva aggiunto che negli Stati Uniti la questione e’ ancora piu’ complessa: “Nei licei i ragazzi hanno molte difficolta’ a ricordare”.

Eco aveva 84 anni. “Esempio straordinario di intellettuale europeo, univa una intelligenza unica del passato a una inesauribile capacità di anticipare il futuro”, ha detto il presidente del Consiglio Matteo Renzi che con lui si era intrattenuto a Milano, a Expo, lo scorso giugno assieme al Presidente francese Francois Hollande, proprio sui temi della identità europea, dell’innovazione scientifica, della memoria e della lotta contro l’intolleranza: “Una perdita enorme per la cultura, cui mancherà la sua scrittura e voce, il suo pensiero acuto e vivo, la sua umanità”. (@alebal)

 

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