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Ucraina: Barberis, UNICEF: “580.000 bambini colpiti dal conflitto”

Il Fondo delle Nazioni Unite riferisce anche di carenze sanitarie, esposizione a mine, morti

On 29 January 2016, a girl gets her oral polio vaccine in the children's municipal policlinics in the city of Chernomorsk, Odesa region. © UNICEF/UN09083/Bershadskiy

NEW YORK,  19 Febbraio  – “Due anni di violenza, bombardamenti e paura hanno lasciato un segno indelebile su migliaia di bambini nell’Ucraina orientale. Con il prosieguo del conflitto, dobbiamo raggiungere questi bambini urgentemente e rispondere alle loro esigenze fisiche e psichiche”.  Mentre la crisi nel paese dell’Europa orientale, al confine con la Russia, è al centro dei colloqui diplomatici – di recente il Obama e Putin hanno discusso la conformità all’accordo di Minsk -, Giovanna Barberis, Rappresentante UNICEF in Ucraina, ha sottolineato che i bambini sono particolarmente esposti a questo conflitto irrisolto. In particolare, oltre 200mila hanno bisogno di sostegno psicosociale, vale a dire un bambino su tre tra i 580mila che vivono in zone non controllate dal governo. Ma questa non è l’unica emergenza inquadrata dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia.

Morti, esposizione alle mine antiuomo, carenza di farmaci, rischi di infezioni: secondo l’UNICEF, nel 2014 più di 20 bambini sono stati uccisi e oltre 40 sono rimasti feriti, 28 a causa di mine o ordigni inesplosi. Più di 215mila bambini sono sfollati all’interno delle zone colpite dal conflitto. Importanti infrastrutture sono state danneggiate o distrutte, dalle scuole – una su 5 – ad alcuni impianti idraulici, con due milioni di persone che rischiano di ritrovarsi senza fornitura. Sul profilo sanitario, la situazione non è migliore: scarseggiano i medicinali, il freddo alimenta le infezioni respiratorie e un focolaio di poliomielite è stato registrato dopo 19 anni di eradicazione.

Unexploded ordnance in the suburb of the city of Donetsk, in Donetsk Region. © UNICEF/UNI200697/Filippov

Unexploded ordnance in the suburb of the city of Donetsk, in Donetsk Region. © UNICEF/UNI200697/Filippov

Ad oggi il Fondo Onu per l’infanzia ha fornito un sostegno psicosociale a oltre 46mila bambini ed ha formato 5mila insegnanti e psicologi ad individuare segnali di sofferenza; ha distribuito materiale scolastico a oltre 200mila bambini e ne ha allertati 280mila sui rischi delle mine e degli ordigni inesplosi. Ha raggiunto 1,6 milioni di persone con acqua potabile e 164mila bambini e adulti con materiale igienico essenziale, oltre ad aver vaccinato contro la poliomielite 4,7 milioni di bambini. Ha consegnato farmaci antiretrovirali a 8mila persone che vivono con l’HIV in zone non controllate dal governo e test per l’HIV a oltre 31mila donne in gravidanza. Tuttavia, deve essere fatto di più: “L’UNICEF chiede a tutte le parti coinvolte nel conflitto in Ucraina di garantire la circolazione e il libero accesso umanitario a sostegno dei bambini bisognosi”, ha continuato Barberis.

On 14 May, pockmarks left by conflict cover a wall of the only operating kindergarten in the city of Debaltseve, Donetsk Oblast (province). © UNICEF/UNI185984/Filippov

On 14 May, pockmarks left by conflict cover a wall of the only operating kindergarten in the city of Debaltseve, Donetsk Oblast (province). © UNICEF/UNI185984/Filippov

Sabato Obama ha discusso con Putin al telefono della crisi siriana e del conflitto in Ucraina. Il presidente americano “ha esortato le forze russe-separatiste di adempiere ai loro obblighi derivati da Minsk, in particolare aderendo al cessate il fuoco,” ha riferito la Casa Bianca. Le autorità ucraine “adempiano tempestivamente ai loro impegni”, ha risposto Putin, secondo il Cremlino.

Poco prima, lo stesso giorno, il segretario di Stato Usa John Kerry, intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco di Baviera, aveva accusato Mosca di “ripetuta aggressione” in Ucraina e in Siria: la Russia “implementi del tutto Minsk o continuerà a vedere sanzioni economicamente dannose”. Nella stessa sede, il presidente ucraino Petro Poroshenko aveva esortato la Russia a “restituire il controllo” sui confini dell’Ucraina a Kiev e a “liberare tutti gli ostaggi”. (@annaaserafini)

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