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Immigrazione, missione Esteri e Interni d’Italia in Sudan con UNHCR e OIM

Il Paese africano è snodo cruciale dei traffici illegali di migranti. MAECI, Cooperazione italiana e Ambasciata: attori internazionali cooperino e franchezza con Khartoum

La delegazione congiunta del Ministero dell'Interno e degli Esteri italiani a Khartoum con le autorità sudanesi

KHARTOUM, 21 Febbraio 2016 – Si è conclusa la settimana scorsa una missione congiunta in Sudan del Ministero degli Interni e del Ministero degli Affari Esteri italiani, in collaborazione con UNHCR e OIM, per il controllo dei flussi migratori nel Paese africano.  Il Sudan è infatti uno snodo cruciale per la rotta migratoria che conduce alle coste del Mediterraneo partendo da Stati come Eritrea, Etiopia, Somalia e dalla regione sudanese del Darfur, da cui provengono un gran numero dei richiedenti asilo che raggiungono l’Europa.

Guidata dal Sottosegretario agli Interni Domenico Manzione, la delegazione congiunta del Ministero degli Interni e degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), si è recata a Khartoum da 15 al 17 febbraio. Completavano la delegazione il Prefetto Mario Morcone, Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione, e Ezio Gaetano del Dipartimento antiterrorismo della Polizia di Stato. Per il MAECI, erano presenti il Ministro Plenipotenziario Luigi Maria Vignali, Direttore Centrale per le questioni migratorie e i visti, e il Mininistro Plenipotenziario Marco Peronaci, Consigliere diplomatico del Ministro dell’Interno.

Accompagnata dall’Ambasciatore d’Italia a Khartoum, Fabrizio Lobasso, la delegazione ha incontrato le autorità sudanesi e le organizzazioni internazionali interessate (l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni -OIM- e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati-UNHCR).  Presente anche Alberto Bortolan, titolare della sede estera di Khartoum dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Negli incontri istituzionali è emerso da parte delle autorità sudanesi un grande apprezzamento per l’impegno dell’Italia a favore del Paese, anche attraverso l’operato della Cooperazione Italiana, presente e attiva fin dal 2006. Sono state analizzate le sfide in tema di migrazione per il Paese, le azioni promosse sia internamente che in collaborazione con gli Stati confinanti, e i bisogni nel campo della gestione del fenomeno migratorio. Tra le priorità per il Sudan sono emerse: il rafforzamento delle attività di gestione e controllo dei confini e la formazione dei corpi chiamati a effettuare tali attività.

Al centro dell’incontro con OIM il quadro delle dinamiche migratorie in Sudan, dove si registrano sia nuovi flussi in arrivo che situazioni ormai consolidate di comunità sfollate da decenni. La delegazione ha visitato inoltre la struttura Migrant Resource and Response Centre (MRRC): un centro pilota che IOM ha recentemente inaugurato a Khartoum (anche con il supporto finanziario della Cooperazione Italiana), dove vengono offerti ai migranti servizi quali sensibilizzazione sui rischi della migrazione illegale, informazioni sui canali legali per la migrazione, counseling psicologico, assistenza medica di base, consulenza legale, e dove vengono svolte attivita’ per il rimpatrio volontario assistito. “Oggi più che mai è opportuno un coordinamento tra i vari attori europei ed internazionali, al fine di evitare il rischio connesso alla moltiplicazione delle iniziative e una dispersione delle poche risorse a disposizione, in un contesto in cui sarà cruciale continuare a coinvolgere le autorità locali in una partnership efficace quanto franca”, ha commentato l’ambasciatore d’Italia in Sudan, Fabrizio Lobasso, a margine della visita del campo profughi di Wad Sharifey, a Kassala, nell’Est del Paese, dove il 16 febbraio si è recato insieme alla delegazione congiunta, accompagnato anche dai rappresentanti di UNHCR e dalle Autorità Locali. Anche in questa sede l’Italia ha riconfermato il proprio impegno per una migliore gestione del fenomeno migratorio in un Paese strategico nella regione quale il Sudan. (@francesmorandi, 22 febbraio 2016)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts