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Siria, De Mistura a Repubblica: “Spegnere subito gli incendi che minano la tregua”

Oggi a Ginevra incontro della task force per il cessate il fuoco

NEW YORK, 29 FEBBRAIO – Ha parlato di “spoiler, i guastafeste: quelli che per cui la tregua non vale e che faranno di tutto per farla saltare, cioè l’Is e il Fronte Al Nusra”, ma anche “del rischio di incidenti localizzati o di semplici malintesi, capaci di far deragliare gli sforzi” del cessate il fuoco in Siria. In un’intervista pubblicata oggi da Repubblica a firma di Arturo Zampaglione, l’inviato Onu Staffan De Mistura ha insistito sulla “importanza di spegnere subito gli incendi”. Dopo le accuse di violazione della tregua, è riunita oggi a Ginevra la task force per il cessate il fuoco in Siria per valutare la situazione. “La tregua può reggere nonostante le violazioni. Il filo della speranza non va spezzato”, ha twittato il ministro degli affari Esteri Gentiloni, impegnato stamattina nell’accoglienza di un gruppo di rifugiati siriani in arrivo a Fiumicino dal Libano. Il cessate il fuoco in Siria viene “nel complesso” rispettato nonostante alcuni “incidenti” isolati, ha commentato il Segretario Generale Ban Ki-moon, mentre a Ginevra si discute il da farsi.

“Come Nazioni Unite non possiamo rinunciare né al nostro dovere né ai nostri ideali. Nel caso specifico, anche se la situazione è difficile e gli incidenti sono inevitabili, specie perché quella siriana è una guerra disarticolata, stiamo sperimentando un approccio promettente”, pur senza farsi “illusioni”, aveva dichiarato a Repubblica de Mistura, riferendosi alla creazione e alla struttura del Gruppo internazionale di sostegno alla Siria (Issg).

“Fino a pochi mesi fa della Siria si occupava solo il Consiglio di sicurezza, che era diviso al suo interno e non comprendeva alcuni paesi chiave. Poi la crisi dei rifugiati, l’intervento militare russo e l’avanzata dell’Is hanno imposto una svolta. Di qui i lavori, prima a Vienna poi a Monaco, dell’Issg, che comprende paesi coinvolti nella crisi e capaci di influenzarla, come l’Iran, il Qatar o l’Italia. Di qui anche l’assunzione di responsabilità dirette di Russia e Stati Uniti, co-presidenti della Ceasefire task force”, ha spiegato l’inviato dell’Organizzazione, chiarendo che “sono loro (Washington e Mosca) a gestire le violazioni, mentre noi dell’Onu ci limitiamo a fornire un sostegno logistico”.

Per leggere l’intera intervista, clicca qui. (@annaaserafini)

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