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Gentiloni all’ONU: Libia, Italia pronta ruolo guida ma serve governo

"famiglia Onu" favorevole Italia in Consiglio

NEW YORK, 1 MARZO – L’Italia è pronta a coordinare operazioni per la sicurezza e la stabilizzazione della Libia ma a due condizioni: prima la formazione di un governo libico di accordo nazionale, poi la richiesta di questo governo. Inutile dunque in questa fase parlare di numeri e corpi di spedizione anche se “il livello di pianificazione e di coordinamento tra i diversi sistemi di difesa su un possibile contributo alla sicurezza della Libia è a un livello molto avanzato che va avanti da parecchie settimane”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni a New York per 36 ore di incontri a tutto campo al Palazzo di Vetro.

“La situazione è abbastanza chiara e le ultime affermazioni del segretario alla Difesa americano Ash Carter sono chiare”, ha detto Gentiloni incontrando i giornalisti nella sede della Rappresentanza Permanente d’Italia all’Onu prima di incontrare, tra gli altri, l’inviato del Segretario Martin Kobler che domani riferira’ sullo stato di avanzamento della sua mediazione in Consiglio di Sicurezza. “La comunità internazionale è pronta a intervenire,
ma solo di fronte ad una richiesta del governo libico. Questa e’ la condizione. Non mi farei troppo influenzare da fremiti e tamburi interventisti”.

Secondo quanto scrive oggi il Wall Street Journal, che cita il generale Donald Bolduc, comandante delle Forze speciali Usa in Africa i militari Usa e gli alleati, inclusi Francia e
Gran Bretagna, “hanno creato un Centro di coordinamento della Coalizione a Roma” e “da mesi” preparano un piano per un secondo intervento in Libia. L’Italia pero’ pone un chiaro paletto ribadito oggi al TG1 dal premier Matteo Renzi: “Siamo un paese guida su questo dossier, la priorita’ pero’ e’ formare un governo in Libia”.

Stesso discorso per gentiloni. Per il nostro Paese, ha ribadito il ministro da New York, la priorità è “creare le condizioni per un governo di unità nazionale in Libia, un passaggio questo assolutamente indispensabile”. L’interesse dell’Italia, ha aggiunto Gentiloni, è innanzitutto quello di avere di fronte alle proprie coste “un Paese stabile, con un governo con il quale si possa interloquire”. Certo, ha aggiunto, “l’azione è urgente e richiederebbe soluzioni facili, ma queste non sono dietro l’angolo. E l’illusione di interventi senza prospettive di medio e lungo periodo l’abbiamo già coltivata. Dobbiamo evitare gli errori del passato e fughe in avanti”.

E a proposito di fughe in avanti da evitare, il ministro degli esteri ha osservato che la minaccia terroristica dell’Isis in Libia “non deve servire a giustificare spedizioni nel deserto”. Gentiloni, le cui stime basate sull’intelligence parlano di 4.000-4.500 miliziani del Daesh in Libia, ha osservato che “e’ impossibile escludere una minaccia terroristica” dall’altra sponda del Canale di Sicilia, ma ha aggiunto che “questo orribile 2015” ha mostrato che “la minaccia può venire da paesi stranieri, non solo la Libia ma anche altre aree del Mediterraneo e i Balcani, e poi dai quartieri delle nostre città o dalle nostre carceri”.

Queste posizioni e altre che rendono la candidatura italiana in Consiglio di Sicurezza popolare al Palazzo di Vetro sono state presentate da Gentiloni in  una serie di colloqui a sostegno dell’elezione. Si votera’ il 28 giugno e la campagna elettorale per due seggi biennali contesi con Svezia e Paesi Bassi e’ praticamente in dirittura d’arrivo.

Il ministro, che ha in programma una serie di contatti con nazioni arabe, del gruppo caribico e del Pacifico, e con i paesi del gruppo africano, ha ricordati i punti forti dell’Italia, “paese Mediterraneo molto impegnato in una serie di tematiche, dal peacekeeping ai flussi migratori alla protezione del patrimonio culturale” con l’ultima proposta dei caschi blu della cultura: “Credo che questo ruolo italiano in Consiglio di Sicurezza sia visto con favore proprio per le caratteristiche che abbiamo”. (@alebal)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts