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Libia: Gentiloni al “Sole 24 ore”, non servono guerre lampo

evitare caos e rischio stato fallito

ROMA, 6 MARZO – Non si può pensare a risolvere la crisi libica con una guerra lampo e confondere le operazioni antiterrorismo con le missioni internazionali di stabilizzazione. Questo il punto ribadito dal ministro degli Esteri Paolo Gentiloni in una intervista al Sole 24ore in cui il titolare della Farnesina sottolinea la necessita’ che la Libia non sprofondi nel caos “dove possono proliferare episodi tragici come quelli che hanno coinvolto i nostri ostaggi”.

Per Gentiloni, in contatto continuo con l’Unità di crisi sugli sviluppi della situazione a Sabrata e per il rientro dei due tecnici della Bonatti liberati venerdì “deve essere chiaro che non ci sono scorciatoie illusorie, esibizioni muscolari. È vero, il tempo stringe, ma non c’è alle porte nessuna guerra lampo. Il governo è consapevole degli errori del passato e sta lavorando per creare le condizioni di stabilizzazione in Libia. E un’operazione politica prima che militare ed è questa la grande sfida della comunità internazionale che vede l’Italia in prima fila”.

Per Gentiloni “la diplomazia può superare gli ostacoli ma il tempo è necessario e l’impazienza pericolosa. La guerra in Siria dura da sei anni e per l’Iran deal ce ne sono voluti 13. Per la Libia a metà dicembre su iniziativa italiana e degli Stati Uniti la comunità internazionale nella Conferenza di Roma ha adottato un percorso che ha rappresentato un salto di qualità rispetto all’anno e mezzo precedente. Subito dopo abbiamo avuto l’accordo di Skhirat e poi la risoluzione 2259 delle Nazioni Unite. Il percorso è sempre stato definito da chi lo ha promosso assolutamente fragile ed è incompiuto perché c’è una maggioranza nel Parlamento di Tobruk per varare il governo di accordo nazionale ma a questa maggioranza finora non è stato consentito di esprimersi. Nelle prossime settimane Kobler, sostenuto anche dalla comunità internazionale, valuterà in che modo questa maggioranza possa esprimersi”.

Fermo restando che il processo politico che dovra’ portare all’insediamento di un governo libico a Tripoli “è affidato a un intenso lavoro diplomatico a guida Onu ma non dimentichiamo che oltre a questo, tutto ciò è affidato soprattutto ai libici”, il ministro ha sottolineato che “si tratta di evitare che la Libia sprofondi nel caos dove possono proliferare episodi tragici come quelli che hanno coinvolto i nostri ostaggi diventando uno “Stato fallito” come la Somalia a poche centinaia di chilometri dall’Italia”.

Compito dell’Italia e degli alleati è aiutare la Libia a recuperare la sovranità sulla linea di quanto gradualmente, ma dopo molto tempo, si sta realizzando in Iraq: “Solo un Governo sovrano può prosciugare l’acqua in cui nuota Daesh, aiutarci a debellare il traffico di migranti, valorizzare le grandi risorse del Paese. Alle richieste di questo Governo l’Italia e la comunità internazionale sono pronte a rispondere anche sul piano della sicurezza. Ma su questa disponibilità non va alimentata troppa confusione”. Confusione che nasce “dall’idea stessa che si possano risolvere problemi così complessi con qualche rullare di tamburi”.

E qui Gentiloni e’ stato chiarissimo: “Qualcuno forse pensa di stabilizzare la Libia con qualche decina di raid aerei? Ma, dov’era nel 2011? Non ha inteso quella lezione? E poi qualcuno davvero pensa che delle truppe speciali francesi o inglesi o italiane o marziane possano controllare un Paese di 1,6 milioni di chilometri quadrati che ha20omila uomini armati tra le varie milizie? So bene che la guardia contro la crescita di Daesh in Libia va tenuta alta ma se confondiamo il percorso necessario di stabilizzazione con operazioni mirate antiterrorismo prendiamo lucciole per lanterne. Sono cose diverse”.

Per leggere l’intervista integrale del Ministro Gentiloni, in cui tra i temi trattati c’e’ anche la Siria e il vertice Ue sulla crisi delle migrazioni, cliccare qui.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts