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Spose bambine: la storia di Fatu, maliana di 11 anni, raccontata da Intersos

spose bambine

‘MBERRA, 7  marzo –  L’organizzazione umanitaria INTERSOS, ha tante storie da raccontare sulle condizioni di vita in molti paesi africani. Alla vigilia della festa delle donne ne è stata scelta una che ha per protagonista una sposa bambina Fatu, 11 anni,  maliana che tra poche settimane avrebbe dovuto sposare un uomo di 50 anni. La storia di Fatu la racconta Elizabeth operatrice INTERSOS, che lavora nel campo di ‘Mberra in Mauritania, dove vivono 48.000 rifugiati maliani, e con il suo lavoro ha contribuito ad impedire il matrimonio di Fatu e, probabilmente, a salvarle la vita.

'MBERRA - Dal campo profughi mauritano la storia di Fatu, 11 anni, piccola maliana che avrebbe dovuto sposare un uomo di 50 anni

Elizabeth lavora nel campo di ‘Mberra dal 2012, per tutelare e proteggere donne e bambini vittime di abusi e a rischio di povertà estrema e di situazioni di disagio. Nel campo, grazie alle campagne di sensibilizzazione che lo staff INTERSOS ha portato avanti negli ultimi anni sui diritti di donne e bambini, ai progetti per favorire l’inserimento scolastico e per prevenire la violenza di genere, i casi di violenze e abusi su donne e bambini vengono denunciati dalla comunità. È così che Elizabeth e il resto dello staff sono venuti a conoscenza del caso di Fatu: attraverso la segnalazione di una delle donne che frequentano i gruppi di discussione e sensibilizzazione organizzati da INTERSOS all’interno del campo.

image[1]Fatu vive nel campo con il padre e altre 3 fratelli: la sua famiglia non possiede nulla, se non la tenda in cui vivono. Il padre di Fatu, in lacrime, ha raccontato ad Elizabeth che il matrimonio della ragazza e la dote che avrebbe ricevuto dall’uomo che voleva sposarla, gli avrebbe permesso di mantenere e sfamare il resto della famiglia. Fatu era terrorizzata all’idea del matrimonio, di lasciare la sua famiglia, di essere data in sposa ad uomo più vecchio di suo padre. La famiglia di Fatu è stata supportata economicamente per garantirne il sostentamento ed evitare il matrimonio della ragazza. E’ stato assegnato loro un pezzo di terra da coltivare, i bambini sono stati reinseriti a scuola e lo staff INTERSOS continua a seguire la famiglia e a garantire loro sostegno.

Purtroppo Fatu è solo una delle centinaia di bambine che vengono costrette al matrimonio precoce, che priva le ragazze del diritto all’infanzia e all’istruzione e ne compromette la salute, esponendole ai rischi di gravidanze precoci così come di subire abusi e violenze fisiche e psicologiche. Come racconta la nostra operatrice Elizabeth, il fenomeno dei matrimoni forzati e precoci è una pratica ancora diffusa e coinvolge soprattutto le fasce della popolazione più povera e svantaggiata. I progetti di INTERSOS coinvolgono la popolazione locale, tanto gli adulti quanto gli adolescenti, in campagne di sensibilizzazione e promozione sociale, per informare sui rischi dei matrimoni precoci, e sui diritti di donne e bambini all’istruzione.

(MNT,  7 marzo  2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts