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8 marzo: donne, pace e sicurezza, le iniziative della Difesa italiana

ROMA, 8 MARZO – Un training di tre settimane incentrato sulla prospettiva di genere, finalizzata a valorizzare le esigenze, abilità e potenzialità femminili e maschili e considerare in modo appropriato il ruolo delle donne negli scenari di crisi e post-conflitto. Frequentato ad ora da un centinaio di militari di tutte le Forze Armate (con un buon bilanciamento tra uomini e donne), tale corso è soltanto una delle iniziative italiane che si inseriscono nel tema “Donne, pace e sicurezza”.

Questo è anche il titolo della risoluzione 1325 adottata dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu nel 2000 e incentrata sull’impatto della guerra sulle donne e sul contributo che possono dare per la prevenzione e risoluzione dei conflitti e nel peace-building. Il documento è il capostipite di una serie di risoluzioni che definiscono un’agenda di settore, che include la partecipazione femminile ai processi di pace a livello decisionale e il contrasto alle violenze, con l’accesso delle donne alla giustizia. “L’Italia è tra i Paesi più attivi sul tema ‘Donne, pace e sicurezza’”, sostiene una nota dell’Esercito, e dà seguito alle risoluzioni attraverso il piano di azione nazionale italiano. La gender perspective è inoltre considerata nelle operazioni militari, in particolar modo in quelle di supporto alla pace.

I militari italiani hanno da tempo istituito i “Female Engagement Teams” per interagire con la popolazione femminile. In Afghanistan, nelle zone rurali, per fornire assistenza medica nel rispetto della sensibilità locale, “i team medici militari dovevano sempre installare due punti, uno per ogni genere, in quanto le donne difficilmente si sarebbero mischiate agli uomini nella fila d’attesa, finendo per essere sistematicamente relegate all’ultimo posto; oppure nella realizzazione di pozzi, in più di un’occasione le donne dei villaggi – cui spetta l’incombenza di portare l’acqua – chiedevano di non scavarlo in prossimità dell’abitato ma a breve distanza, in modo da potersi ritagliare uno spazio e un tempo esclusivo di incontro tra di loro”, ricorda Mario Renna, tenente colonello, direttore di “Informazioni della Difesa”, sottolineando che la tematica di genere è affrontata anche a livello teorico.

L’esempio è quello della missione KFOR XIX della NATO guidata dall’Italia, che l’anno scorso a Pristina ha organizzato il convegno Gender Conference sulla (dis)uguaguaglianza e sui diritti femminili. Ma anche quello dei corsi di formazione organizzati dallo Stato Maggiore della Difesa per Consulenti dei comandanti sulle questioni di genere – i cosidetti “Gender Advisor”.  (@annaaserafini)

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