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Cooperazione italiana in Libano, il bilancio dei progetti per il Campo di Nahr el Bared

BEIRUT, 9 marzo – Si tiene oggi  a Beirut, alla presenza dell’ambasciatore italiano in Libano Massimo Marotti la cerimonia che suggella  la chiusura di un progetto della Cooperazione italiana denominato  ”Riabilitazione e ricostruzione del Campo di Nahr el Bared e delle zone colpite dal conflitto nel nord del Libano” a seguito del conflitto del 2006 tra esercito libanese e jihadisti, e in risposta alla Conferenza di Vienna del 23 giugno 2008. L’obiettivo era quello di partecipare allo sforzo della comunità internazionale per sostenere il Libano nel quadro di una reale pacificazione e stabilizzazione della regione e del paese: con questo obiettivo l’Italia donò 5 milioni di euro al governo libanese. La cerimonia di chiusura del progetto è organizzata dall’ambasciata d’Italia a Beirut, dall’Agenzia italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e dal Council for Development and Reconstruction di Beirut.

libano[1]Una prima fase dell’iniziativa fu completata nel novembre 2012, per una spesa complessiva di circa 2,5 milioni di euro, grazie al lavoro della Ong italiana Icu, consentendo la riabilitazione di 611 unità abitative e commerciali situate nella nuova area del Campo. La seconda fase ha fornito un ulteriore sostegno finanziario e assistenza tecnica, allo scopo di ripristinare ulteriori 360 unità abitative, selezionate tra quelle presenti nelle aree non coperte dalla prima fase d’intervento e quelle localizzate in zone in cui non si è intervenuto per precedenti problemi di sicurezza. A dicembre dello scorso anno, infine, grazie al consorzio di Ong italiane Avsi-Rc e agli altri partner coinvolti nel progetto, sono stati consegnati gli ultimi assegni ai proprietari di abitazioni che hanno beneficiato dell’intervento italiano. In quell’occasione, una delegazione dell’Utl ha potuto visitare alcune delle unità abitative concluse, dove le famiglie sono tornate a vivere.

La Cooperazione italiana allo Sviluppo in Libano sostiene gli sforzi per la progressiva stabilizzazione della vita socio-economica e politica del Paese. Attiva sia nel quadro delle iniziative di emergenza che in azioni di collaborazione bilaterale allo sviluppo,  rappresenta uno dei partner di riferimento per il governo libanese, tanto da divenire interlocutore privilegiato per molti settori e nelle strategie di intervento in risposta alla crisi siriana. L’evoluzione della strategia d’intervento, a partire dall’istituzione dell’Unità tecnica locale presso l’ambasciata di Beirut nel 2006, ha seguito in maniera coerente le esigenze del Paese, finanziando in un primo momento programmi di emergenza nello scenario post-conflitto del 2006, a cui negli anni si sono affiancate iniziative con una prospettiva di sviluppo a più lungo termine.

(MNT, 9 marzo 2016)

 

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts