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Shiluni ‘diventerà presidente senza essere mutilata’: Amref racconta il sogno di una 12enne keniota

 

ROMA, 9 marzo – A  pochi giorni dalla polemica sulle mutilazioni genitali, sorta in seguito alla pubblicazione di un articolo sulla rivista britannica Journal of Medical Ethics, Amref racconta la storia di Shiluni Shirim e quella di tante altre ragazze e donne che lavorano per la salute e lo sviluppo dell’Africa. Secondo il racconto dell’organizzazione umanitaria attiva in Africa Shiluni Shirim, una bambina keniota di soli 12 anni, ha detto: ”Voglio diventare presidente senza essere tagliata”, testimoniando il suo netto no alle mutilazioni genitali femminili. Shiluni è stata incoronata ”Miss Rito di Passaggio Alternativo”, una ‘competizione’ organizzata in Kenya per le giovani che hanno partecipato ai riti ideati da Amref, assieme alle comunità in cui la pratica delle mutilazioni è più diffusa. I Riti Alternativi consentono alle ragazze di compiere la transizione all’età adulta senza subire il taglio. Nel solo Kenya, oltre 9mila ragazze vi hanno partecipato, scampando alla morte, alle ferite e al matrimonio precoce. Tra queste vi è anche Shiluni. ”Non ho subito la mutilazione – ha dichiarato – Al suo posto, ho partecipato al Rito di Passaggio Alternativo organizzato da Amref Health Africa. Prima dell’incontro con Amref non avevo idea dei rischi delle mutilazioni genitali. Ora che ne sono consapevole, condivido ciò che so con le altre ragazze. Mi auguro che molte altre possano prendervi parte”. Il sogno di Shiluni è chiaro:  ”Non c’è spazio per la mutilazione genitale femminile nella mia visione del futuro”, ha spiegato.

giornata-mondiale-mutilazioni-genitali-femminili[1]La storia di Shilunu è una risposta netta e nei fatti all’articolo della rivista britannica Journal of Medical Ethics. La tesi proposta da questo articolo suggeriva, qualche settimana fa, che effettuare delle piccole incisioni sui genitali femminili potrebbe rappresentare un buon compromesso tra una mutilazione vera e propria ed il rispetto delle tradizioni culturali. Non causerebbe, secondo gli autori, seri danni alle ragazze e non urterebbe al contempo la ‘sensibilità’ delle comunità che praticano la mutilazione.

Oggi, più di 125 milioni di donne e ragazze appartenenti a 29 Paesi dell’Africa e del Medio Oriente hanno subito la mutilazione genitale. I fatti e i numeri relativi alla condizione femminile sono avvilenti: nel mondo il 70% delle persone che vivono in povertà sono donne; il 64% della popolazione analfabeta è costituito da donne; donne e ragazze rappresentano il 98% delle 4,5 milioni di persone sfruttate sessualmente. Un gap, questo, ancora ulteriormente marcato nei Paesi più poveri e fragili, come quelli dell’Africa, dove donne senza tutele continuano a morire, perché la loro vita, nei fatti, vale meno di quella di un uomo. Basti pensare alle morti dovute a complicazioni, spesso prevenibili e curabili, durante la gravidanza o il parto. Nel mondo muoiono ogni giorno 800 donne, la metà di loro muore nell’Africa Sub-Sahariana.

Ma ci sono tante altre storie, oltre a quella di Shiluni. Amref Health Africa, che lavora per garantire salute e sviluppo alle donne e alle loro comunità, in occasione dell’8 marzo vuole raccontare le storie di donne eccezionalmente comuni, che contribuiscono con la forza delle loro azioni quotidiane a cambiare le società in cui vivono.

C’è ad esempio  la storia di Tainoi Morighe, infermiera tanzaniana, che lavora nel reparto maternità e salva di continuo la vita alle donne incinte, spesso lavorando giorno e notte; c’è la storia di Milembe Halili, insegnante trentacinquenne di una scuola secondaria, che tiene lezioni di salute sessuale e riproduttiva e sensibilizza i suoi ragazzi sul tema dei matrimoni precoci e delle malattie sessualmente trasmissibili, come l’HIV; c’è quella di Salematou Soumah, una vedova di 50 anni che in Guinea, durante l’epidemia di Ebola è stata formata da Amref riguardo alle modalità di trasmissione del virus. Nella sua comunità, Salematou aveva il compito di lavare i cadaveri colpiti da Ebola, grazie ad Amref ha compreso quanto fosse pericolosa questa usanza ed ha cominciato a sensibilizzare la comunità sulle pratiche sanitarie idonee ad arginare l’epidemia. Amref – come recita lo slogan dell’iniziativa lanciata in occasione dell’8 marzo – ”ha un debole per le donne”, perché sa che, con la stessa forza con cui sono capaci di dare la vita, possono far progredire l’umanità.

(MNT,  9 marzo 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts