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Aree marine protette: scienziati e diplomatici riuniti a Roma invitano all’azione

ROMA, 10 Marzo 2016 – La dimensione della superficie della luna. Sarebbe tanto estesa la rete globale delle aree marine protette ecologiche e sostenibili (AMP) alla cui creazione puntano oltre 20 scienziati e  diplomatici provenienti da oltre 30 paesi. Riuniti a Roma dal 7 al 9 marzo, hanno discusso delle migliori pratiche per la scelta dei siti, lo sviluppo, l’attuazione e la gestione delle AMP, in risposta al sottobiettivo 5 del “Goal 14” dell’Agenda per lo sviluppo sostenibile: “Entro il 2020, conservare almeno il 10 per cento delle zone costiere e marine, in linea con il diritto nazionale e internazionale, sulla base delle migliori informazioni scientifiche disponibili”. Ospitata alla Farnesina, la conferenza si è svolta su iniziativa della Cooperazione Italiana d’intesa con la Rappresentanza Permanente a New York, il Ministero dell’Ambiente, la “Ocean Sanctuary Alliance” (OSA) e il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP).

“Benefici sociali, culturali, ambientali ed economici” derivano da ” aree marine ben pianificate, interamente o fortemente protette”, ha sottolineato il simposio. Tra questi, una maggiore sicurezza alimentare, varie opzioni di sostentamento, maggiori capacità di resilienza e di riduzione del rischio di catastrofi legate al cambiamento climatico.

Riconoscendo che il raggiungimento dell’obiettivo 14.5 è “un processo” che dovrebbe essere “in linea e coordinato con i quadri giuridici esistenti” (quali il SAMOA Pathway, l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e le iniziative internazionali come Micronesia Challenge), gli scienziati e i diplomatici radunati a Roma chiedono di includere l’istituzione delle aree marine protette nelle strategie nazionali per l’attuazione dell’Agenda 2030. Nel far questo, l’invito è a far uso delle migliori conoscenze scientifiche disponibili e dell’esperienza operativa.

Free diving world champion Umberto Pelizzari, raised a flag to represent Goal 14, Life Below Water, off the coast of Formentera, to support the UN Global Goals for Sustainable Development. Credit: Enric Sala

Umberto Pelizzari. Credit: Enric Sala

Elaborare approcci per rendere le AMP economicamente ed ecologicamente autosufficienti, coinvolgere tutti i soggetti interessati (comprese le comunità locali) nella loro gestione, sostenere attività di mobilitazione di risorse sia per l’investimento iniziale sia per la manutenzione, individuare le aree in cui le AMP sono “particolarmente necessarie” e “dare priorità alla protezione della specie e gli habitat vulnerabili, dando la più alta considerazione sia alla distribuzione della biodiversità e sia funzionamento degli ecosistemi”, sono altri azioni richiamate dal gruppo.

Nel 2017, Fiji ospiterà una conferenza di alto livello sugli oceani. Inserire i risultati dell’incontro di Roma sulle “Aree marine protette: un imperativo urgente” (e in particolare, “l’invito all’azione” degli esperti e dei diplomatici) è un compito affidato al Comitato direttivo dell’Iniziativa 10X20. Lanciato a New York dall’Italia e dall’OSA, comprende rappresentanti degli Stati membri delle Nazioni Unite, organizzazioni internazionali, associazioni e aziende, che hanno particolare interesse e impegno in questo settore. Lo “Steering committee” si impegna anche a propugnare tali obiettivi di fronte la comunità internazionale, favorire il dialogo tra scienziati e i politici, portare avanti attività di approfondimento, nonché “sviluppare gli strumenti per sostenere l’identificazione, la progettazione, il finanziamento e la gestione delle aree marine protette e delle reti AMP”. (@annaaserafini)

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