Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Migrazioni: blocco rotta balcanica, in Serbia bloccati in 1500. La denuncia di Intersos

ADASEVCI, 10 marzo – Si aggrava di ora in ora la situazione alle frontiere di molti paesi dell’Est che hanno di fatto chiuso le loro frontiere ai migranti e ripristinato la situazione precedente al trattato di Schengen. Da mercoledì 9 marzo, Slovenia, Croazia e Macedonia hanno ufficialmente dato avvio alla procedura di restrizione della circolazione, di fatto imponendo il blocco delle frontiere. Questa decisione rappresenta un primo effettivo tentativo di chiudere la rotta balcanica e di impedire il transito dei profughi in fuga, per la maggior parte, da Siria, Iraq e Afghanistan.

Profughi-tra-fango-e-pioggia-verso-Vienna[1]Slovenia, Croazia e Macedonia da ieri quindi non permettono più il passaggio massiccio di profughi: ogni persona viene sottoposta a controllo individuale, viene richiesto un visto regolare per l’area Schengen come condizione per il passaggio e il transito delle famiglie in fuga non è più in nessun modo agevolato da treni o autobus, come accaduto fino ad ora. L’organizzazione umanitaria INTERSOS denuncia che questa decisone sta pesando gravemente sulla condizione di centinaia di persone in transito attraverso i Balcani, già provate dai lunghi viaggi e adesso bloccate ai confini, senza certezze né risposte su quello che li aspetta.

Guido Pietrosanti, capo missione INTERSOS in Serbia, racconta di una situazione estremamente preoccupante: ”Circa 300 persone che da 3 giorni aspettavano ad Adasevci (al confine tra Serbia e Croazia), sono rimaste ufficialmente bloccate lì. La Croazia non sembra intenzionata a mandare il treno a prenderli e nessun autobus è stato messo a disposizione dalle autorità serbe. In questo momento, 300 profughi, tra cui moltissimi anziani, donne e bambini sono bloccati nella stazione di servizio di Adasevci, che di certo non è un luogo adatto ad ospitare queste famiglie. Al momento non sembra che ci sia nessun piano per ricollocarli in centri di accoglienza e potrebbero rimanere lì per oltre due mesi, stando ai tempi burocratici. In tutta la Serbia ci sarebbero almeno 1500 persone bloccate, tra Sid e Presevo”.

Lo staff INTERSOS dal luglio dello scorso anno sta lavorando nel nord della Serbia per assistere i profughi in transito verso il nord Europa, attraverso un team mobile che opera lungo tutto il confine con l’Ungheria, con la Croazia, garantendo beni di prima necessità e servizi di ricarica dei cellulari e connessione wi-fi gratuita, per consentire ai rifugiati di comunicare con le loro famiglie.

(MNT,  10 marzo  2016)

 

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts