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Rifugiati, Serra: “Ripristinare i controlli alle frontiere non è una necessità”

"L'Italia è sempre stata in prima linea per salvare le vite umane in mare" e sta ricevendo rifugiati attraverso il nuovo progetto dei "corridoi umanitari"

Falak

GINEVRA, 12 MAR – Per affrontare adeguatamente la crisi migranti e dei rifugiati “abbiamo bisogno di una condivisione globale di responsabilità. L’approccio alla migrazione deve essere basato sulla solidarietà e sulla responsabilità condivisa, al fine di essere sostenibile nel lungo periodo e conforme ai diritti umani. Ripristinare i controlli alle frontiere è ben lungi dall’essere una necessità, quello che ci serve è attuare pienamente gli strumenti che abbiamo già concordato”. Così il rappresentante permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a Ginevra, Maurizio Enrico Serra, al “dialogo interattivo” sulla relazione annuale del Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e le relazioni dell’OHCHR.

Occorre guardare all’attuale crisi migratoria “attraverso la lente dei diritti umani”, ha ammonito l’Alto Commissario Zeid Ra’ad Al Hussein, rivolgendosi alla comunità internazionale. L’ambasciatore italiano ha sottolineato l’impegno del Paese per i migranti e rifugiati: “L’Italia è sempre stata in prima linea per salvare le vite umane nel Meditarraneo, coordinando le operazioni di ricerca e di soccorso condotte dalle diverse unità in mare”. Le operazioni di soccorso più recenti hanno avuto luogo ieri sera, salvando 69 persone.

Serra ha anche ricordato il progetto dei “corridoi umanitari”, realizzato dalle Chiese Valdesi e Evangeliche in Italia e la Comunità di Sant’Egidio, in collaborazione con il Ministero italiano degli Interni e degli Esteri. Porterà mille di rifugiati vulnerabili in Italia, dai campi in Libano, Marocco ed Etiopia. 93 di loro hanno raggiunto Roma (la prima famiglia è arrivata in Italia il 4 febbraio) e stanno ricevendo istruzione e assistenza sanitaria. (@annaaserafini)

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