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#CSW60, Bonino: riflettori su diritti umani, partecipazione, istruzione e fondi per le donne

Bonino a “From Paris to Marrakech: Translating political commitments into effective gender-responsive climate solutions” (Foto A. Serafini)

(By Anna Serafini)

NEW YORK, 14 marzo 2016 – Diritti umani e ambiente, partecipazione, istruzione e risorse finanziarie per l’avanzamento delle donne: sono questi i temi affrontati da Emma Bonino, inviata speciale del ministro degli Esteri italiano alla 60a sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulla condizione delle donne, nel giorno di apertura dei lavori.

Questione di sostanza. “Avere una stanza gremita di donne è già qualcosa, abbiamo fatto dei passi in avanti, ma dobbiamo avere l’ambizione di andare più in profondità, nella sostanza”, ha dichiarato l’ex ministro degli Esteri dando il via al side event ad alto livello “Da Parigi a Marrakech: tradurre gli impegni politici in efficaci soluzioni sul clima sensibili al genere”.

Bonino a “From Paris to Marrakech: Translating political commitments into effective gender-responsive climate solutions” (Foto A. Serafini)

Bonino a “From Paris to Marrakech: Translating political commitments into effective gender-responsive climate solutions” (Foto A. Serafini)

Intervenendo all’evento su donne e clima organizzato da OECD- DAC Network on Gender Equality, Svizzera, Francia, Perù, Marocco, Italia, Fiji e WEDO, Bonino ha richiamato l’attenzione sul rapporto tra diritti umani e ambiente. Mentre il 70% del lavoro agricolo è fatto da donne, in molti casi, ha sottolineato, “a loro non sono riconosciuti i diritti all’eredità, alla proprietà della terra”. L’ex ministro degli Esteri italiano ha anche toccato i temi de “la salute riproduttiva e la pianificazione familiare” in relazione alla demografia e un possibile aumento della popolazione da 7 milioni a 9 milioni. “Nessuno combatterà questa battaglia per noi”, ha detto al pubblico femminile, riconoscendo che si sono “grandi ostacoli nell’affrontare questo argomento”.

Bonino ha anche acceso i riflettori sulla “partecipazione politica di tutte le donne – rurali, avvocatesse, attiviste, donne d’affari, ecc”. La partecipazione è strettamente legata alla formazione (“su cui abbiamo bisogno di lavorare”) e ha un impatto sulla promozione della donna, ha riferito l’inviata speciale per CSW60, citando “Women for Expo”. L’iniziativa a Milano nel quadro dell’Esposizione universale, ha riunito “molti partecipanti provenienti da tutto il mondo, (incoraggiando) un modo diverso di guardare le donne: come agenti di cambiamento”.

“Niente è gratuito, in particolare l’avanzamento delle donne”. L’avanzamento delle donne, però, richiede fondi. L’ex commissario europeo ha affermato che il settore privato, i partenariati pubblico-privato, e il mondo della filantropia – che spesso è “conservatrice” – sono alcune aree da esplorare per attrarre risorse finanziarie: “Abbiamo bisogno di trovare nuovi modi di ottenere risorse” per le questioni relative alla promozione femminile.

Bonino a “Financing for gender equality and women’s empowerment in the 2030 Agenda” (Foto AS)

Bonino a “Financing for gender equality and women’s empowerment in the 2030 Agenda” (Foto AS)

Prendendo la parola alla tavola rotonda sui “Finanziamenti per l’uguaglianza di genere e l’empowerment delle donne nell’Agenda 2030”, ha riconosciuto che “il panorama finanziario sta cambiando e non in meglio: i fondi in tutto il mondo stanno diminuendo e siamo obbligati a esplorare nuovi modi di ottenere risorse: niente è gratuito, in particolare l’empowerment delle donne”.

Bonino, che ha anche chiesto “un migliore coordinamento”, ha invitato a sviluppare e fare un uso migliore delle statistiche di genere e degli indicatori di bilanci sensibili al genere. “In molti paesi le statistiche non sono corrette: non dimostrano il vantaggio economico degli investimenti sulle/per le donne. Ma quando si investe sulle donne, si investe su una famiglia e su un villaggio. Tali dati dovrebbero essere più precisi”.

Sostenendo che la mancanza di fondi colpisce in modo particolare le donne – “quando si devono fare i tagli, si tagliano prima gli aiuti per lo sviluppo poi [le risorse per le] questioni di genere”, Bonino ha ricordato che “l’Italia ha disposto € 50 milioni in due anni per la parità di genere lo scorso settembre, offrendo un forte sostegno a UNFPA e UN Women”. (@annaaserafini)

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