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A Idomeni, tra fango, pioggia e timori di epidemie. Unhcr: situazione invivibile

ROMA, 14 MARZO – Il campo di Idomeni, alla frontiera tra Grecia e Macedonia, serrata da Skopje una settimana fa, sta diventando il paradigma visibile del dramma dei profughi sulla rotta balcanica. La fotografia del bambino nato in una tenda è diventata virale e va pubblicata per fornire un’istantanea di ciò che in quell’angolo del mondo sta accadendo.
Piccolissimo, nudo, lavato con l’acqua contenuta in una bottiglietta, è il simbolo di quelle che l’Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) ha denunciato come “condizioni invivibili” del campo dove si sono concentrati oltre 14mila migranti che sperano in una riapertura della frontiera per entrare in Europa.
“La miseria umana ha raggiunto il suo punto culminante in Europa, le condizioni a Idomeni sono invivibili”, ha denunciato Babar Baloch, un portavoce dell’Unhcr. “La situazione – ha continuato – supera ogni immaginazione e si deteriora ogni giorno di più con la pioggia. La gente soffre”.

Idomeni

Le tende dei profughi a Idomeni

E c’è anche  paura epidemie dopo che a due migranti è stata diagnosticata l’epatite A. Come riferiscono i media macedoni, uno dei due malati e’ una bambina siriana di nove anni, che è già in cura e in condizioni stabili. Anche l’altro paziente e’ stato condotto in ospedale. Per quanto è possibile, considerando le condizioni igienico-sanitarie insostenibili, nel campo di Idomeni si cerca di adottare misure per scongiurare una contagio della malattia.
Nonostante i ripetuti appelli delle autorità greche, che invitano i migranti a lasciare il campo-inferno alla frontiera macedone offrendo sistemazioni in centri di accoglienza in Grecia con servizi e cibo a sufficienza, la stragrande maggioranza preferisce restare in attesa a Idomeni almeno fino al prossimo vertice Ue del 17 marzo, dal quale ci si attendono nuove decisioni sui profughi. Solo poche centinaia hanno accettato finora di trasferirsi nei centri di accoglienza.

(@novellatop,  14 marzo 2016)

 

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts