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Matrimoni precoci: UNFPA e UNICEF lanciano un “Programma Globale”. Bonino: “Sono crimini”

NEW YORK, 15 MARZO 2016 – “I matrimoni precoci e forzati sono crimini: dobbiamo parlare chiaramente così tutti capiscono”. Emma Bonino, inviato speciale per la 60a sessione della Commissione ONU sulla condizione delle donne, ha parlato chiaramente al lancio del “Programma globale UNFPA-UNICEF per accelerare l’azione per porre fine al matrimonio precoce”. Ha esortato a non accettare il riferimento a usi e costumi come scusa per compiere questi “crimini”: “La schiavitù era tradizione. Le mutilazioni genitali femminili sono (state) tradizione. Le tradizioni possono essere superate”.

“Il cambiamento è possibile”, ha continuato l’ex ministro degli Esteri italiano, rivolgendosi ai presenti – delegazioni e società civile -, rassicurando le bambine e ragazze che temono questo destino: “Dobbiamo lavorare con costanza, ma possiamo portare a casa i risultati”.

Emma Bonino al lancio del programma globale UNFPA-UNICEF (FOto, A. Serafini)

Emma Bonino al lancio del programma globale UNFPA-UNICEF (Foto, A. Serafini)

Una pioniera nella promozione dei diritti delle donne, Bonino ha voluto “sottolineare l’importanza di avere una legge”. “Ottenere una legge rende possibile la realizzazione di campagne radio, programmi scolastici, l’attivismo”. Avere “spazio libero per esprimersi esplicitamente” è cruciale, ha sostenuto, aggiungendo che “la promozione dei diritti umani non è un evento, ma un processo”.

“Il matrimonio forzato non è soltanto tipico dei paesi poveri.  Fino a pochi decenni fa era praticata anche nelle zone rurali d’Italia. Siamo andati avanti”. Inoltre, oggi, in tutto il mondo, colpisce non solo le bambine, ma anche le maggiorenni, ha sottolineato Bonino.

Più di 700 milioni di ragazze e donne sono state costrette al matrimonio da bambine, una cifra che potrebbe crescere fino a un miliardo entro il 2030, secondo il Fondo delle Nazioni Unite per la Popolazione e il Fondo Onu per l’infanzia. Se non ci sarà una riduzione del matrimonio precoce, altre 280 milioni di ragazze saranno costrette a sposarsi prima della maggiore età.

Geeta Rao Gupta, Vice Direttrice generale dell'UNICEF

Geeta Rao Gupta, Vice Direttrice generale dell’UNICEF

“Stiamo parlando di 700 milioni di ragazze e donne: immaginate che mondo diverso sarebbe stato, se avessimo assicurato loro qualche anno in più di infanzia e adolescenza”, ha detto Geeta Rao Gupta, Vice Direttrice generale dell’UNICEF: “Avremmo tassi di mortalità infantile più bassi, ad esempio, ma anche donne le cui competenze e mansioni potrebbero contribuire a contrastare i cambiamenti climatici, le malattie, la povertà. Pensiamo al valore che abbiamo perso, non avendo garantito loro la possibilità di realizzare il proprio potenziale”.

La nonna di Rao Gupta è stato data in sposa quando aveva 12 anni. In due decenni, ha avuto 12 gravidanze. Solo cinque figli sono sopravvissuti. Infine, è morta di tubercolosi quando aveva 32 anni. “85 anni dopo parliamo ancora di matrimoni precoci”, ha detto la vicedirettrice esecutiva di UNICEF, invitando a lavorare per la realizzazione dell’obiettivo 5.3 dell’Agenda 2030: eliminare tutti le pratiche pericolose, come i matrimoni precoci e forzati e le mutilazioni genitali femminilo.

A tal proposito, ha ringraziato i Paesi, tra i quali l’Italia, che hanno contribuito al “Global Program”. L’obiettivo è lavorare per garantire leggi e politiche mirate, proteggere e promuovere i diritti delle ragazze e mettere in evidenza l’importanza di utilizzare dati solidi. Il programma mira a raggiungere le ragazze di età compresa tra i 10 a 19 in Bangladesh, Burkina Faso, Etiopia, Ghana, India, Mozambico, Nepal, Niger, Sierra Leone, Uganda, Yemen e Zambia.

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L’attrice Ashley Judd, ambasciatrice di buona volontà per UNFPA e Nyaradzai Gumbonzvanda, ambasciatrice di buona volontà per Ending Child Marriage

L’evento di oggi ha visto la partecipazione di David Nabarro, Consigliere Speciale del Segretario Generale sull’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, Babatunde Osotimehin, direttore esecutivo di UNFPA, l’attrice Ashley Judd, ambasciatrice di buona volontà per UNFPA, Nyaradzai Gumbonzvanda, ambasciatrice di buona volontà per Ending Child Marriage. Sono intervenute anche Marie-Claude Bibeau, ministro dello Sviluppo Internazionale e della Francofonia del Canada, Jet Bussemaker ministro olandese dell’Istruzione, della Cultura e della Scienza, Justine Greening, Segretario di Stato britannico per lo sviluppo internazionale. (@annaaserafini)

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