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Angelina Jolie tra profughi siriani in Libano: prevalga la ragione sulla commozione

U.S. actress Angelina Jolie, Special Envoy of the United Nations High Commissioner for Refugees, leaves an informal Syrian refugee camp, in the eastern city of Zahleh, Lebanon, Tuesday, March 15, 2016. (ANSA/AP Photo/Bilal Hussein)

VALLE DELLA BEKAA, 16 MARZO – ”Torno qui per il quinto anniversario dell’inizio della guerra e ritrovo alcune famiglie che già conosco… Mai avrei pensato di incontrarle nuovamente in condizioni tragiche e offensive” per i diritti umani.  L’attrice Angelina Jolie, inviata di buona volontà per l’Hcr è di nuovo in Libano per fare visita ad un campo di profughi siriani nella valle della Bekaa, dal quale ha lanciato un appello ai governi perchè venga trovata una soluzione diplomatica alla crisi siriana e per garantire assistenza e sicurezza alle migliaia di rifugiati che stanno fuggendo dal paese in guerra.

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Angelina Jolie durante la conferenza stampa nel campo profughi siriano a Zahle, in Libano
(AP Photo/Bilal Hussein)

Secondo Jolie che, munita di stivali, ha affrontato il fango del campo di Fayda nel quale sopravvivono a stento centinaia di persone, l’attivismo umanitario non può vincere senza un parallelo lavoro delle diplomazie internazionali, perchè la crisi ”sembra superare la nostra buona volontà, la nostra capacità e il nostro coraggio”. E’ venuto il momento, per l’attrice americana, di affidarsi ”non più all’emozione, ma alla ragione, alla calma, alla lungimiranza”.  Basta commuoversi, è ora di muoversi con razionalità e organizzazione.

Da sempre attiva sul fronte umanitario, inviata speciale per l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite, l’attrice da sempre si batte per i diritti dei più deboli e anche in questa occasione ha fatto sentire la sua voce, sottolineando come dopo cinque anni di conflitto avrebbe voluto vedere le famiglie ospitate nel campo tornare a casa.
”Nel corso di questa visita – ha commentato Jolie – ho visto quanto sia disperata la lotta per la sopravvivenza di queste famiglie, dopo cinque anni di esilio i loro risparmi sono finiti”.

”Dobbiamo focalizzarci su quali siano le cause alle radice, il che richiede una certa dose di coraggio e di leadership. Capisco che in molti Paesi la gente abbia paura della crisi dei rifugiati, non è sbagliato sentirsi instabili di fronte a una situazione di tale portata e complessità, ma non dobbiamo lasciare che i timori abbiano la meglio su di noi”.

Jolie

L’attrice con una rifugiata ferita

La Jolie è rimasta particolarmente colpita dall’incontro con una donna siriana, rifugiata insieme al figlio e al marito. Paralizzata dopo essere stata colpita da un cecchino, ha parlato a lungo con l’attrice. ”Durante la nostra conversazione non ha mai smesso di sorridere, né di parlare di qualcosa di diverso del desiderio, per il suo bambino, di avere la possibilità di andare a scuola e una vita migliore. Sono stata in soggezione davanti a loro. Sono i miei eroi”, ha commentato.

(@novellatop,  16 marzo 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts