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La FIDAPA alla CSW60. La presidente Petrucci: “Focus su uguaglianza salariale e Boards with women”

Il 9 aprile a Genova convegno e flash-mob per l’Equal Pay Day 2016. Sarà avanzata anche la richiesta di una legge che punisca le aziende che discriminano

Le Fidapine Ippolito, Petrucci, Cacciami, Giordani e Lamarca alle Nazioni Unite per CSW60

(Di Anna Serafini)

NEW YORK, 19 MARZO 2016 – Sono venute in nove, pronte, singolarmente e in gruppo, ad affrontare i temi caldi della 60sima sessione della Commissione ONU sulla Condizione delle Donne (CSW60): al Palazzo di Vetro, che dal 14 marzo ospita il più grande forum per Stati membri e organizzazioni della società civile, non poteva mancare la Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari (FIDAPA). Oltre 11mila socie, sette distretti, 300 sezioni sparse lungo tutto lo Stivale, la FIDAPA ha nel proprio statuto, come finalità, la valorizzazione e la promozione del ruolo della donna, nonché l’ambizione di rimuovere ogni forma di discriminazione di genere. Un mandato in linea con l’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, “Raggiungere la parità di genere e l’empowerment di tutte le donne e ragazze”. Ed è proprio su “L’empowerment femminile e i suoi legami con lo sviluppo sostenibile”, che è incentrata la CSW60, l’appuntamento che ha richiamato a New York oltre mille organizzazioni non governative e 8.100 rappresentanti da tutto il mondo, per un totale di oltre 650 eventi. “Noi, in particolare, abbiamo seguito quelli incentrati su Women on Boards (donne nei Cda, in posizioni di rilievo) e divario salariale tra i sessi, ma anche quelli su spose bambine e donne nell’agricoltura, temi che portiamo avanti a livello internazionale ed europeo e anche in Italia”, ha raccontato la presidente nazionale Pia Petrucci a OnuItalia.

La FIDAPA, infatti, è parte dell’International Federation of Business and Professional Women (BPW International), una rete di donne di 95 Paesi attive nei campi delle arti, professioni e affari, un’organizzazione non governativa che gode di stato consultivo presso il Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e di status partecipativo presso il Consiglio d’Europa.

Petrucci al "Leader Summit BPW International"

Petrucci al “Leader Summit BPW International”

“La nostra missione a New York è iniziata con due giorni di leaders’ summit, durante i quali abbiamo incontrato tutte le federazioni della BPW International. E’ importante creare rete, condividere le proprie esperienze e agire insieme per degli obiettivi comuni”, ha detto Petrucci.

Proprio la CSW60 è stata l’occasione per lanciare “Boards with Women”, la nuova campagna della BPW Europe, finalizzata a stimolare la presenza femminile in posizioni di rilievo, soprattutto nei Cda delle società quotate. “Ha relazionato anche Eufemia Ippolito, già presidente della FIDAPA e rappresentante BPW al Consiglio d’Europa, mentre Giuseppina Seidita, pure ex presidente nazionale, ora Chair of the Projects Standing Committee, è intervenuta sul tema delle spose bambine”.

Con le tre rappresentanti, al quartiere generale dell’ONU per CSW60 anche Anna Di Domenico Lamarca (past presidente nazionale), Anna Maria Cacciami (tesoriera nazionale), Giuseppina Bombaci (segretaria del coordinamento europeo), Marcella Desalvo (membro di BPW UN Standing Committe), Cristina Gorajski Visconti (rappresentante BPW presso la FAO) e Bettina Giordani (responsabile nazionale del comitato ad hoc comunicazione).

Incontro alla rappresentanza permanente dell'Italia all'Onu

Incontro alla missione italiana all’Onu

Il 15 alla Rappresentanza italiana all’ONU abbiamo incontrato la Bonino (che con il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova ha guidato la delegazione italiana alla CSW60, ndr) e discusso di violenza di genere, mutilazioni genitali femminili e promozione della donna insieme ad altre Ong” – No Peace Without Justice, NGO Sustainability, Rete dei centri antiviolenza DiRe, Soroptimist International, CGIL e UGL.

“Come FIDAPA, abbiamo seguito con attenzione, inoltre, gli incontri sulla (dis)uguaglianza salariale”, ha continuato la presidente della federazione italiana che dal 2010 si occupa della disparità retributiva tra uomo e donna a parità di incarico. Una data è emblematica: l’Equal Pay Day. Segna quanto più a lungo le donne devono lavorare per guadagnare tanto quanto i loro colleghi l’anno precedente. Quest’anno, hanno calcolato, cade il 9 aprile.

La giornata è stata scelta per accendere i riflettori sul divario salariale tra i sessi (“Pay Gap”, si aggira intorno al 7,3%) e mettere in luce la presenza delle donne nelle posizioni di leadership aziendale.

“E’ stato dato mandato a tutte le sezioni di inviare un questionario ad almeno a tre aziende che operano nel territorio di riferimento” sull’accesso delle donne a ruoli di responsabilità e sul trattamento retributivo. “Siamo 300 sezioni in tutta Italia, se si raccogliessero tre questionari per sezioni arriveremo a 900 questionari. Magari non risponderanno tutti, oppure lo faranno in parte, però così puntiamo a sollecitare le aziende a riflettere su queste tematiche e a far emergere le loro realtà e sensibilità”, ha spiegato Petrucci.

Equal Pay

Fidapa per l’uguaglianza salariale fra uomo e donna

Le fa eco Bettina Giordani: “Non ci aspettiamo da questo un dato statistico vero e proprio. Miriamo però a mandare due segnali alle aziende: vogliamo che leggano che la FIDAPA li sta guardando e che vorrebbe sapere se hanno a cuore questi temi. L’azienda può non avere donne nei Cda o in posizioni decisionali perché magari non ha trovato curriculum adeguati, è un’opzione che includiamo nel questionario, e noi potremmo eventualmente aiutare. Oppure non c’è interesse. Allora se ripensiamo al caso Barilla, quando si era detto che non era gay-friendly e tutt’un tratto nessuno ha comprato più la pasta Barilla, si può immaginare quello che succederrebbe se la FIDAPA che ha 11.300 iscritte usasse questo potere, facendo sapere che una data compagnia o industria non è women-friendly”.

I dati raccolti saranno presentati in occasione dell’Equal Pay day, il 9 aprile, nel corso di un evento organizzato a Genova dalla past president nazionale Anna Di Domenico Lamarca: “Ci sarà un convegno al mattino, in cui verranno discussi i temi legati all’agenda Pay Gap, quindi si farà una analisi. A conclusione di questo convegno – seguito da un flash-mob in piazza con i Lions – verrà presentata una proposta che faremo trasversalmente alle parlamentari di tutti i partiti politici: chiederemo una legge che punisca le aziende che discriminano le donne dal punto di vista della retribuzione, quindi di escludere queste aziende dai contratti pubblici, farne un elenco e chiedere che giustifichino la ragione di tale discriminazione”.

“Ci ha già provato una parlamentare in Polonia, non è una novità assoluta. E’ un riprendere qualcosa a cui le donne hanno già pensato, cioè aumentare l’efficacia della nostra richiesta con una legge”, continua Lamarca. “L’illusione che le aziende non discriminino più solo perché lo chiediamo è e rimane un’illusione. Ma se c’è una pena, una spinta a cambiare idea forse gliela diamo”. (@annaaserafini)

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