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Medici con l’Africa Cuamm e Gentiloni ricordano don Luigi Mazzuccato

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ROMA 19 MARZO – Sara’ ricordato concretamente con un nuovo intervento al Princess Christian Maternity Hospital a Freetown, in Sierra Leone, un ospedale materno-infantile che ha bisogno di essere riabilitato e sostenuto dopo l’epidemia di Ebola: nel corso di un evento a Roma in omaggio a don Luigi Mazzucato, storico direttore di Medici con l’Africa Cuamm scomparso lo scorso 26 novembre a Padova all’età di 88 anni, il suo successore don Dante Carraro ha annunciato che la nuova iniziativa sara’ dedicata al religioso che, nei 53 anni al timone della Ong, ha attraversato più di mezzo di storia della cooperazione italiana. 

L’importanza della figura di don Mazzuccato e’ stata evocata dal ministro degli esteri Paolo Gentiloni: “E’stato una persona eccezionale, che ha lasciato un’eredità grande e importante. Un esempio straordinario di tanti italiani che si impegnano e che ogni giorno, grazie a questo lavoro, posso incontrare e conoscere”. Il rapporto del Ministero con il Cuamm è di lungo periodo, oltre 30 anni, e la loro grande sfida di Freetown e del Princess Christian Maternity Hospital, la più grande maternità del paese, sarà sostenuta anche dalla Cooperazione italiana.

“Due sono le buone notizie che posso dare oggi”, ha detto Gentiloni: “Una è che questo governo ha raddoppiato, per i prossimi tre anni, le risorse destinate all’Aiuto Pubblico allo Sviluppo. La seconda è che la nuova Agenzia è partita senza soluzioni di continuità con l’intento di facilitare il lavoro sul campo. La speranza per il futuro è di poter fare ancora di più e in modo sempre più efficiente”.

Lo stesso Don Luigi, che Paolo Rumiz (autore de Il bene ostinato) defini’ “un carisma assoluto, portato così, con noncuranza”, aveva chiare le realtà’ della cooperazione: “Ci sono stati anni, dall’85 al 90, in cui, dal punto di vista finanziario, i fondi pubblici della cooperazione erano abbondanti ed erano più facili i contributi alle Organizzazioni non governative di volontariato. Mentre la  grave crisi seguita dagli anni 90 in poi ha messo in serie difficoltà tutti gli organismi e ci ha fatto angustiare e soffrire non poco”. Un tributo lo ha riservato anche Chiara Scanagatta, cooperante Cuamm da pochi giorni rientrata dal Sud Sudan: “Ascolto, umiltà, presenza come condivisione: queste sono le sfaccettature principali di quel CON che Don Luigi mi ha mostrato e come a me a tanti altri che sono partiti prima di me e con me. Quel CON che non è una parola, uno sfizio retorico, perché fare cooperazione non è solo scrivere e implementare progetti…Fare cooperazione significa entrare nella vita di altre persone…e non si può farlo senza ascoltare, senza chiedere permesso…non si può farlo per finta, senza provare direttamente sulla propria pelle come vive l’altro e senza dare un po’ di sé…non lo si può fare da soli, a senso unico”.

Don Luigi Mazzucato era nato a Saccolongo (Padova) l’8 gennaio 1927. Ordinato sacerdote nel 1950, nel 1955 aveva conseguito la laurea in Teologia presso l’Università Gregoriana di Roma. Dal 1955 al 2008 fu direttore e anima instancabile di Medici con l’Africa Cuamm. Quando nel settembre del 1955 fu chiamato a dirigere il Collegio Universitario degli Aspiranti Medici Missionari (Cuamm) aveva 28 anni e il Collegio ne contava appena cinque. Fin da subito fece suo quel motto evangelico “Euntes curate infirmos” (Mt. 10,6-8) che, scolpito sulla vetrata d’ingresso della sede, era stato scelto dai fondatori del Collegio ad indicare le finalità e l’ispirazione di Medici con l’Africa Cuamm, il senso del suo esistere e lo scopo del suo operare.
Per oltre sessant’anni la vita di don Luigi Mazzucato si è intrecciata con la storia di Medici con l’Africa Cuamm. Sotto la sua guida Medici con l’Africa Cuamm ha ospitato 280 studenti provenienti da 32 paesi del Terzo mondo e parecchie centinaia di studenti italiani. Parallelamente, in questi anni, con Medici con l’Africa Cuamm sono partiti più di 1.000 medici e 300 tra infermieri e tecnici vari, con un impegno di servizio della durata media di 3-4 anni, alcuni anche per 8-10 anni o per tutta la vita. (@alebal)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts