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#WorldTBDay: appello OMS, vasta mobilitazione contro tubercolosi

in Italia emigrati da ex Urss più a rischio

GINEVRA, 23 MARZO – Importanti progressi nella lotta alla tubercolosi nel mondo hanno consentito di salvare 43 milioni di vite dal 2000 al 2014, ma la malattia uccide ancora 1,5 milioni di persone all’anno e resta la malattia infettiva
piu’ letale insieme all’Hiv/aids , ha affermato oggi, alla vigilia del WorldTBDay, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) con un appello ad una vasta mobilitazione.

Lo scienziato Mario Raviglione, Direttore del programma globale contro la tubercolosi presso l’OMS

Lo scienziato Mario Raviglione, Direttore del programma globale contro la tubercolosi presso l’OMS

“Uniti contro la tubercolosi”: serve una maggiore collaborazione di governi, partner della società civile, comunità, ricercatori, settore privato e agenzie di sviluppo e maggiori finanziamenti per la messa in atto dei programmi e la ricerca, ha detto Mario Raviglione, l’italiano direttore del programma globale sulla Tubercolosi dell’Oms. Globalmente 8 miliardi di dollari all’anno sono necessari per fornire una risposta alla tubercolosi nei Paesi a medio e basso reddito.

Una lastra di un polmone infetto

Una lastra di un polmone infetto

All’appello per il 2015 mancavano circa 1,4 miliardi e per quanto concerne la ricerca, il gap è di 1,3 miliardi di dollari. L’obiettivo dell’Oms è di ridurre la mortalità della tubercolosi del 90% ed il numero di nuovi casi dell’80% tra il 2015 ed il 2030. L’Unitad, organizzazione creata nel 2006 da Brasile, Cile, Francia, Norvegia e Regno Unito per affrontare il tema della salute in modo innovativo, ha annunciato che investirà nei prossimi anni per accrescere l’accesso a migliori e brevi trattamenti contro la tubercolosi resistente ai farmaci, nel settore dei trattamenti più adeguati alle esigenze dei bambini e nelle terapie preventive per le popolazioni piu’ a rischio di sviluppare la tubercolosi attiva.

Fra i cittadini stranieri residenti in Italia, sono i romeni quelli con il maggior numero di casi di tubercolosi. Le resistenze ai farmaci sono particolarmente
frequenti fra i soggetti provenienti dai paesi dell’ex Unione Sovietica. In Italia, come in quasi tutti gli altri paesi dell’Europa occidentale a bassa endemia tubercolare, i casi si concentrano soprattutto nelle grandi città. Nel nostro Paese più di un caso di tubercolosi su due riguarda pazienti non nati in
Italia ed è proprio da questi ultimi che viene isolata la grande maggioranza (80-90%) dei ceppi multiresistenti.

Per l’Amcli “occorre accrescere la rete di controllo e vigilanza, focalizzandosi sia sugli anziani italiani, che possono andare incontro a riattivazione di infezioni contratte in gioventù, sia sugli stranieri arrivati in Italia negli ultimi anni e le loro successive generazioni. Sono soprattutto uomini, di età adulta per gli italiani e i giovani per gli stranieri, le fasce di popolazione a maggiore rischio”. (@OnuItalia)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts