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#WorldTBDay: ospedali Medici con l’Africa Cuamm in prima linea

PADOVA, 23 MARZO – Alla vigilia del World TB Day, Medici con l’Africa Cuamm, in prima linea in Africa per porre fine alla tubercolosi entro il 2030, aderisce all’appello del programma dell’Organizzazione per la Sanita’ diretto dall’italiano Mario Raviglione.

«Nel 2015 nei 18 ospedali in cui il Cuamm è presente in Africa, sono state sottoposte allo screening per tubercolosi 10.000 persone: sono risultati positivi 2.500 pazienti, di cui 1.000 risultati contagiosi per le comunità in cui vivono», ha detto don Dante Carraro, direttore dell’Ong padovana che prosegue: «Il nostro contributo è una goccia nel mare del bisogno, ma lì dove siamo, all’ultimo miglio, riconoscere e curare adeguatamente un malato di tubercolosi può fare la differenza».

Lo scienziato Mario Raviglione, Direttore del programma globale contro la tubercolosi presso l’OMS

Lo scienziato Mario Raviglione, Direttore del programma globale contro la tubercolosi presso l’OMS

Mario Raviglione, direttore del Global TB Programme dell’OMS, ha riconosciuto l’impegno del Cuamm su questo versante: «Medici con l’Africa Cuamm sta facendo un lavoro notevole nel campo della lotta alla tubercolosi: aveva adottato nei propri progetti le direttive della Stop TB Strategy, che voleva fermare la crescita a livello globale della malattia. Adesso dobbiamo porre fine definitivamente alla malattia, entro il 2030. Per questo come Global TB Programme abbiamo elaborato le linee guida della End TB Strategy, che spero possano essere adottate a pieno all’interno degli interventi del Cuamm in Africa. I principi della strategia sono infatti insiti nel DNA di Medici con l’Africa Cuamm: garantire l’accesso alle cure delle popolazioni più povere ed emarginate, favorire lo sviluppo sostenibile delle risorse sanitarie».

Secondo Raviglione, che è anche membro del Cda di Medici con l’Africa Cuamm, l’organizzazione è sulla strada giusta: «In Etiopia, dove sono stato a novembre 2015 per la OMS, si vede la chiara volontà da parte di Medici con l’Africa Cuamm di fronteggiare la tubercolosi: si può fare ancora di più, in altri progetti ed in altri paesi. Lavorando insieme, per il benessere delle popolazioni».

Proprio con il sostegno dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Medici con l’Africa Cuamm ha dato il via in Etiopia al progetto di implementazione e misurazione del trattamento preventivo per i bambini al di sotto dei 5 anni e per i malati di Hiv rintracciati tra i famigliari e vicini dei malati di tubercolosi. Il progetto, ricostruendo la catena di contatti che un malato di tubercolosi ha avuto, mira a rispondere tempestivamente alla malattia, contrastandola e prevenendola soprattutto nei bambini e nei sieropositivi: le fasce più a rischio della popolazione.

Mentre infatti la tubercolosi rimane a livello mondiale insieme all’ HIV/AIDS l’infezione che causa il maggior numero di morti, proprio in Africa i due virus si sovrappongono in maniera estremamente evidente e pericolosa. Come sottolinea sempre Mario Raviglione: «L’Africa è l’area del pianeta in cui si registrano il 75% dei casi di associazione tra TB e HIV/AIDS e un terzo dei morti per AIDS è determinato dall’insorgere della tubercolosi associata alla prima sindrome. Questi numeri ingenti fanno capire come occorra collegare i programmi di lotta alle due malattie, per rendere efficaci le terapie su entrambi i fronti».

Tra i paesi in cui Medici con l’Africa Cuamm opera l’Etiopia, il Mozambico e la Tanzania, rientrano nella lista dei venti paesi a livello mondiale con il maggior numero di casi di tubercolosi registrati (dati OMS); Angola e Sierra Leone sono tra i dieci paesi con i tassi più alti di incidenza della tubercolosi sulla popolazione.

In alcuni di questi paesi il Cuamm ha già messo in atto dei progetti di contrasto alla tubercolosi: in Etiopia si lavora sul contact tracing dei pazienti e sulla diagnosi accurata attraverso la tecnica del GeneXpert a Wolisso. La stessa tecnica, che permette dagnosi più accurate e tempestive, viene utilizzata anche in Uganda, nell’ospedale di Matany. In Angola invece Medici con l’Africa Cuamm è consulente del governo nel programma nazionale di lotta alla tubercolosi, finanziato dal Global Fund. Sempre nello stesso paese, in partnership con World Diabetes Foundation, il Cuamm sta conducendo un innovativo progetto di ricerca che mira a diagnosticare i casi di malati di diabete tra le persone già in cura per la tubercolosi.

Negli alti paesi di intervento (Mozambico, Tanzania, Sierra Leone e Sud Sudan), Medici con l’Africa Cuamm conduce negli ospedali in cui opera le attività di diagnostica e trattamento della tubercolosi in linea con i diversi programmi nazionali. (@OnuItalia)

Altri approfondimenti e storie sulla lotta alla tubercolosi su mediciconlafrica.org/tubercolosi

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts