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#CSW60: Fracassi (Cgil), empowerment donne e’ lavoro decente ed equo

Il 9 aprile parte raccolta firme per Carta diritti universali del lavoro presentata all’Onu

Fracassi alla CSW60. (Evento su contrattazione collettiva e dialogo sociale)

(Di Anna Serafini)

ROMA, 29 Marzo 2016 – “Il tema dei diritti universali coniugati nel lavoro sta pienamente nella discussione sulla condizione delle donne nel mondo”. Di ritorno dalla Commissione sullo stato delle donne (CSW60) che ha riunito al Palazzo di Vetro organizzazioni della società civile e governi per discutere di valorizzazione femminile nel quadro dell’Agenda 2030, Gianna Fracassi, Segretaria Confederale di CGIL Nazionale, racconta l’obiettivo del sindacato di promuovere un concetto di “sostenibilità legata a condizioni di lavoro decenti ed eque”. E sottolinea: “La sfida per le ragazze nel nostro Paese è sicuramente quella del lavoro”, con una “disoccupazione giovanile altissima, pari al 39,3% a marzo”.

Realizzare il pieno accesso delle donne ad un lavoro decente significa per noi sostenere l’empowerment sociale ed economico delle donne nel nostro Paese e nel mondo”. Questo obiettivo può essere portato avanti “attraverso un forte ruolo delle organizzazioni sindacali nella rappresentanza, una contrattazione collettiva inclusiva che favorisca sia l’estensione di diritti e tutele che la riduzione delle disuguaglianze, a partire da quelle reddituali”. Ma anche “un dialogo sociale continuo e strutturato, democrazia e partecipazione delle donne” sono strumenti utili a tale scopo, sostiene Fracassi.

cgilEd è proprio l’idea di sviluppo e crescita coniugata con condizioni di lavoro assistite da diritti e tutele che CGIL ha portato alla CSW60, partecipando ad un panel su donne e occupazione, nel corso del quale il sindacato ha presentato la Carta dei diritti universali del lavoro: “Con questo strumento proviamo a parlare di tutele per tutti non solo dei subordinati pubblici e privati, ma anche a tutta la galassia dei lavoratori parasubordinati, veri o finti autonomi, a professionisti e atipici, flessibili, precari, discontinui”.

Lanciata a gennaio a Roma e approvata dal 98,5% del milione e mezzo di iscritti e iscritte (1.466.697, per la precisione) che l’hanno votata in consultazione, la Carta si compone di 97 articoli: “La nostra proposta si basa su tre pilastri: diritti universali (dall’equo compenso alla libertà di espressione, dal diritto alla sicurezza al diritto al riposo, ma anche alle pari opportunità e alla formazione permanente etc..); norme che diano efficacia generale alla contrattazione in base a regole di democrazia e rappresentanza valide per tutti; riforma delle tipologie contrattuali”, spiega la segretaria confederale Cgil. Il 9 aprile partirà la raccolta firme per la trasformazione del testo in proposta di legge di iniziativa popolare.

Membro della Confederazione internazionale dei sindacati (ITUC), la Cgil – rappresentata da Fracassi e Loredana Taddei, responsabile nazionale politiche di genere – ha seguito alla CSW60 gli eventi organizzati e co-sponsorizzati dall’Italia, compreso quello “di interesse” sulle mutilazioni genitali femminili, e quelli dell’ITUC “per portare all’interno della discussione della conferenza i quattro punti fondamentali per le donne: diritto all’occupazione, libertà di organizzazione sindacale, protezione sociale e parità di retribuzione”.

“In Italia abbiamo una disoccupazione giovanile altissima, 39,3% a marzo, dato che sale ancora di più al Sud. La sfida per le ragazze nel nostro paese è sicuramente quella del lavoro: occorre affrontare il tema dell’occupazione, non rendendo più flessibili e precarie le condizioni di lavoro, ma con investimenti mirati a garantire crescita economica e occupazione”, insiste Fracassi, sottolineando che le donne “continuano ad essere sfruttate e a subire violenza”, nel lavoro ma non solo.

“Non possiamo abbassare la guardia e ognuno deve fare la propria parte”, conclude la segretaria confederale, insistendo sulla “necessità di una figura istituzionale di riferimento in grado di esercitare una concreta azione di governo per superare le disuguaglianze e le discriminazioni”. (@annaaserafini)

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