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Migrazioni: Ban (Onu) e Grandi (Unhcr) a Ginevra, la più grande crisi del nostro tempo

Vertice Ginevra

GINEVRA – “Siamo qui per affrontare la più grande crisi di rifugiati e sfollati del nostro tempo” per la quale serve “un aumento esponenziale della solidarietà globale” nei confronti dei rifugiati siriani: lo ha detto il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon aprendo a Ginevra  i lavori della Conferenza di Alto livello delle Nazioni Unite sui rifugiati siriani e la necessità di ampliare i programmi di reinsediamento e altre risposte a questa crisi.

Gentiloni con Ban e Grandi

Gentiloni con Ban e Grandi

Voluta dall’Alto Commissario per i Rifugiati, Filippo Grandi, l’incontro, a cui per l’Italia partecipa il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni,  mira a rilanciare concretamente l’impegno ad accogliere i rifugiati provenienti dalla Siria e a promuovere l’adozione di nuove misure di reinsediamento, ammissioni per motivi umanitari e facilitazioni nelle procedure di ricongiungimento familiare così da alleviare l’onere dei Paesi che ospitano un numero ingente di rifugiati (in primo luogo Turchia, Libano, Giordania e Iraq).

Filippo GRANDI

Filippo GRANDI

Questo importante appuntamento fa seguito alla Conferenza di Londra del 4 febbraio 2016 sull’assistenza umanitaria alla popolazione siriana colpita dal conflitto, che ha deliberato oltre 10 miliardi di dollari di contributi dalla comunità internazionale e in cui l’Italia si è impegnata per un pacchetto pluriennale di aiuti per 400 milioni di dollari. Secondo l’UNHCR, attualmente sono oltre 4 milioni e mezzo i rifugiati provenienti dalla Siria, cui vanno aggiunti oltre 6 milioni di sfollati interni.
“Oggi chiedo ai paesi di agire con solidarietà impegnandosi in percorsi nuovi e aggiuntivi per l’ammissione di rifugiati siriani”, ha aggiunto Ban-Ki-moon parlando ai rappresentanti di un centinaio di Paesi riuniti a Ginevra; per l’Italia presente il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni.

I paesi vicini della Siria accolgono la stragrande maggioranza dei profughi del conflitto siriano. L’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) stima che almeno il 10% dei 4,8 milioni di rifugiati siriani fuggiti nei Paesi vicini hanno bisogno di un reinsediamento o un’altra forma di ammissione in un paese terzo. “Si tratta di 480 mila persone, un numero relativamente piccolo, se paragonato ai milioni di rifugiati siriani ospitati da Turchia, Libano e Giordania”, ha detto Ban Ki-moon.

Grandi ha detto: “Non possiamo rispondere alle crisi dei rifugiati chiudendo le porte ed erigendo barriere. Le dimensioni della crisi dei rifugiati siriani mostrano in modo inequivocabile che non possiamo procedere come al solito, ‘business as usual’, lasciando il peso maggiore sulle spalle dei Paesi vicini”. “La nostra proposta oggi – ha proseguito – è di offrire percorsi alternativi per l’ammissione di rifugiati siriani”.

Profughi siriani

Profughi siriani

Questi percorsi possono assumere forme diverse, il re-insediamento ma anche meccanismi flessibili per la riunificazione familiare, la mobilità del lavoro, visti per studenti, borse di studio o visti per ragioni mediche, ha spiegato. I re-insediamenti di rifugiati devono inoltre estendersi a nuovi Paesi, rispetto agli attuali, ha aggiunto osservando che l’anno scorso solo il 12% dei rifugiati che ne avevano bisogno ha potuto essere ricollocato.

Per Grandi, “i visti umanitari e per studenti, i permessi di lavoro e la possibilità di riunificazione familiare costituirebbero percorsi sicuri per molti altri rifugiati, inclusi coloro che rischiano maggiormente di cadere nelle mani di trafficanti o dispongono di competenze e talenti che saranno necessari un giorno per ricostruire la Siria”.

Grandi ha ricordato che ci sono quasi cinque milioni di rifugiati siriani fuggiti nei Paesi vicini e solo la metà delle promesse di doni per 12 miliardi di dollari formulate alla recente conferenza di Londra in favore della Siria e della regione si sono concretizzate.

In Europa – ha infine osservato – l’accento si è spostato dall’accoglienza dei profughi al rafforzamento delle restrizioni e alla chiusura di frontiere. Ne risulta che circa 55mila rifugiati e migranti in Grecia sono in condizioni disperate. di ampliare i programmi di reinsediamento e altre risposte efficaci e urgenti a questa crisi. (@novellatop)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts