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Giornata anti-mine: da Colombia a Sudan Italia fa la sua parte

NEW YORK, 3 APRILE – Dalla Colombia al Sudan alla Libia, attraverso programmi specifici di cooperazione, l’Italia fa la sua parte per eliminare la minaccia delle mine nel mondo. In Colombia squadre di sminatori finanziati da UNMAS e dal governo italiano hanno ripulito quasi ottomila metri quadri di territorio proteggendo 600 residenti. Per il Sudan un contributo di un quarto di milione di euro disposto all’inizio dell’anno libererà 900 mila metri quadri d territorio nella regione del Kassala e provvederà’ a cinquemila persone educazione anti-mine.
L'attore Daniel Craig

L’attore Daniel Craig

Domani 4 aprile, con Daniel Craig come testimonial eccezionale, le Nazioni Unite celebrano la Giornata Internazionale indetta dallUNMAS per mantenere alta l’attenzione su tutte quelle minacce rappresentate non solo dalle mine ma anche da residuati bellici inesplosi, bombe cluster, ordigni esplosivi improvvisati (IEDs) e armi e munizioni abbandonate non in sicurezza. La presenza, o anche solo il sospetto della presenza, di questi ordigni, impedisce il pieno godimento del diritto alla sicurezza, alla vita ed alla salute delle popolazioni che convivono con situazioni di conflitto, o che le hanno vissute e sono ora a dover affrontare l’eredità lasciata sui loro territori dalle guerre.

Un ordigno letale in Colombia

Un ordigno letale in Colombia

Ogni anno si producono 10 milioni di mine. Ma sono ancora 100 milioni le mine inesplose nel mondo, che fanno ogni anno 15 mila persone mutilate o uccise. Il costo medio per disattivarle è di 50 mila euro ciascuna. Sono 62 i Paesi inquinati dalle mine. Lo scorso dicembre a Ginevra l’Italia ha annunciato di aver completato la distruzione delle scorte di munizioni cluster (erano oltre cinquemila) e relative submunizioni

Nel messaggio diffuso in occasione del 4 aprile, il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon ha richiamato l’attenzione sul ruolo cruciale rivestito dalla “Mine Action” per ottenere una risposta umanitaria effettiva, sia nelle situazioni di conflitto che di post conflitto. La “Mine Action” – ha detto Ban – deve essere considerata come un investimento per l’umanità, poiché contribuisce a far crescere società pacifiche in cui coloro che ne hanno bisogno possono ricevere cure, i rifugiati e gli sfollati possono fare ritorno alle loro case in sicurezza, ed i bambini possono andare a scuola, oltre a fornire contesti sicuri in cui intraprendere la ricostruzione e riavviare lo sviluppo, gettando le fondamenta per una pace sostenibile.
L’importanza della “Mine Action” verrà ribadita anche al Primo World Humanitarian Summit che si terrà ad Instanbul il prossimo maggio, attraverso un rapporto del Segretario generale delle Nazioni Unite. Il documento metterà in evidenza l’impatto inaccettabile delle mine e dei residuati bellici inesplosi sui civili, sottolineando la necessità che gli Stati aderiscano, implementino e rispettino gli strumenti internazionali umanitari rilevanti.
“Come dichiarato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, è fondamentale che la ‘Mine Action’ rimanga al top dell’agenda internazionale, e che se ne comprenda l’importanza come azione umanitaria, l’espressione umana dietro il gesto tecnico”, ha detto Giuseppe Schiavello, direttore della Campagna Italiana contro le mine. L’Italia da gennaio di quest’anno ricoprirà per un biennio il ruolo di presidente del Mine Action Support Group (Masg) “ed è importante l’impegno di società civile ed istituzioni perché il nostro paese contribuisca non solo a mantenere la ‘Mine Action’ tra le priorità della comunità internazionale, ma che favorisca anche l’universalizzazione dei trattati di messa al bando di ordigni indiscriminati come mine e cluster, l’implementazione ed il rispetto degli obblighi contenuti nei trattati stessi”.
In qualità di presidente del Masg, l’Italia ha organizzato in collaborazione con l’Agenzia delle Nazioni Unite per la Mine Action (Unmas) e il governo federale della Germania, presso il Palais des Nations, il lancio di un’esposizione composta da foto scattate nei paesi affetti dal problema, e da lavori artistici, composizioni e poesie realizzati dai giovani studenti di Ginevra. Inoltre sono previste una serie di attività che si susseguiranno nella settimana dal 4 all’8 aprile, tra cui un campo minato digitalizzato ed una videoconferenza in diretta con diversi paesi di progetto, tra cui Afghanistan, Iraq, Mali, Palestina, Siria, Somalia e Sud Sudan.
“L’Italia è impegnata nella lotta contro le mine ed è consapevole della minaccia di rischio causata dalla loro presenza e da quella degli ordigni bellici inesplosi in Sudan”, aveva dichiarato l’Ambasciatore a Khartoum Fabrizio Lobasso in occasione della erogazione del contributo italiano, augurandosi che l’iniziativa possa favorire la creazione di un ambiente più sicuro per tutti e sostenere lo sviluppo del paese: “Le mine e gli ordigni inesplosi sono una minaccia per la popolazione ma anche un ostacolo socioeconomico per la crescita del Sudan.”
La Campagna Italiana contro le mine, da diversi anni, dedica un intero mese di sensibilizzazione a questi temi, iniziando dal 1 marzo (anniversario dell’entrata in vigore del Trattato di Ottawa per la messa al bando delle mine) fino al 4 aprile. Quest’anno, il periodo di sensibilizzazione intensiva durerà 60 giorni il focus della sensibilizzazione riguarda sia il conflitto in Yemen, in cui vengono impiegate bombe cluster, sia il disegno di legge sul disinvestment in esame nella commissione Finanze del Senato ed il ruolo dell’Italia nella Mine Action.
Sin dalla ratifica da parte dell’Italia della Convenzione sulle Munizioni Cluster la Campagna Italiana contro le mine ha promosso e supportato l’iter del disegno di legge “Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e submunizioni a grappolo”. Grazie al costante lavoro di monitoraggio e advocacy della CICM il disegno di legge è attualmente in discussione presso la Commissione Finanze del Senato ed ha già ricevuto parere positivo dalle Commissioni Esteri e Difesa del Senato. (@alebal)
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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts

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