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Oggi come allora: i Kindertransport e Sciesopoli, focus su bambini profughi le vittime più deboli

(Di Alessandra Baldini)

NEW YORK,  4 APRILE – La storia letta in filigrana diventa rilevante per cercare di capire come correggere gli errori di oggi: Alf Dubs, membro laburista della Camera dei Lord, ha proposto e fatto approvare un emendamento alla legge dell’immigrazione per accogliere in Gran Bretagna tremila bambini profughi non accompagnati dal resto dell’Europa.

Lord Dubs aveva rivisto la sua vicenda personale negli occhi di quei bambini in fuga: nato 83 anni fa a Praga, era stato uno dei piccoli ebrei salvati nei “Kindertrasport”, i convogli che portarono circa 10.000 bambini dall’Europa occupata dai nazisti al sicuro nello Regno Unito.

Lord Dubs

Lord Dubs

Dubs e’ arrivato a sei anni alla stazione di Liverpool Street e da allora ha vissuto in Gran Bretagna. “Era mio dovere nel confronti del paese e dei bambini fare il possibile perche’ questa norma diventasse legge”, ha dichiarato al Washington Post: “I bambini sono la categoria più vulnerabile, quella che più facilmente diventa vittima dei trafficanti”.

In settembre cento rabbini britannici avevano  scritto al primo ministro David Cameron per chiedergli di ammettere almeno diecimila bambini in un arco di sei mesi: “Che il Kindertransport sia la nostra ispirazione”. Quelli erano bambini che nel 1938-1939 dissero addio alle famiglie senza sapere se le avrebbero mai viste e chi li avrebbe accolti all’arrivo. Lo stesso e’ vero per i “minori non accompagnati” dei nostri giorni.

L’Europa del 2016 non e’ l’Europa del 1939 e i bambini bloccati oltre la Manica a Calais o altrove Francia hanno sempre l’opzione di chiedere asilo li’, non rischiano di essere arrestati o uccisi se il governo britannico si rifiuta di ammetterli come nel caso dei coetanei ebrei al tempo della seconda guerra mondiale. E tuttavia, per i sopravvissuti, il passato e’ un filtro che aiuta a leggere il presente, mentre il presente e’ un fulcro che scava memorie nel passato.

Passato e presente sono radicamenti diversi. Non troppo diversi pero’ nel fatto che i bambini sono l’anello più debole della catena. Alcuni dei bambini allora, coetanei di Alf Dubs, ma passati in quel paio di anni di caos del secondo dopoguerra per le valli bergamasche, si sono ritrovati nel kibbutz di Zeelim, nel deserto del Negev dove arrivarono nel 1948, dopo esser stati ospitati per tre anni a Selvino, nella colonia ebraica di Sciesopoli, che in una ex scuola dell’etile fascista preguerra in Valseriana, divenne il più importante orfanotrofio in Italia del tempo e uno dei maggior in Europa.

Sede del gruppo squadrista Sciesa (dal nome di un patriota del Risorgimento) per oltre 10 anni, con l’attivo sostegno di Benito Mussolini e l’appoggio dei
ras del regime, Sciesopoli era stato un centro di raduni, addestramento militare, manifestazioni, colonie dei balilla, dedicato a “due martiri della Rivoluzione”.

La costruzione era, ed è, così imponente da poter essere vista dalle valli vicine: al suo interno campi da gioco, piscina, refettorio, sale di
lettura, ampie camerate per quello che era considerato un fiore all’occhiello dell’educazione fascista. Nel 1945 il suo destino cambiò: requisito dalle forze della resistenza, diventò un rifugio per i bambini ebrei, in larga parte polacchi, romeni, ungheresi, che non avevano più nessuno al mondo ad occuparsi di loro, tranne le organizzazioni ebraiche che li avevano salvati in tutta Europa.

Sciesopoli-14-06-2013In parallelo con quanto accadde in Germania a Indersdorf vicino a Dachau, Luigi Gorini, scienziato e partigiano, scelse Sciesopoli grazie alle sue caratteristiche per ridare vita ai bambini senza più famiglia sfuggiti alla Shoah. A dirigerlo fu indicato un giovane tenente dell’esercito, Moshe Zeiri dei Genieri dell’Esercito britannico che insegnò ai sopravvissuti tutto da capo e a prepararsi per il nuovo stato ebraico. “Una incredibile rete di accoglienza e solidarietà internazionale, quel senso di umanità che l’Europa ha smarrito con i profughi di oggi, contribuì ad aiutare quei bambini”, ha detto Marco Cavallarin, del Comitato promotore “Perché duri la memoria”, in occasione della reunion 2015. Da 70 anni infatti, ogni anno, i bambini di Sciesopoli si incontrano, nonni e bisnonni negli States, in Israele, Canada, Gran Bretagna, anche se sono sempre di meno: Jacob Hollander, morto a 82 anni, era uno dei grandi compositori di Israele.

Stavolta l’incontro e’ stato nel deserto, ai confini di Gaza, “in quell’atmosfera cosi’ diversa dalle montagne lombarde, ed e’ stato a tratti davvero commovente”, ha detto a OnuItalia l’ambasciatore italiano in Israele Francesco Maria Talo’ rilevando il parallelismo tra la generosita’ di allora e quella solidarieta’ di cui anche oggi gli italiani sono spesso capaci nei confronti dei nuovi disperati che attraversano il Mediterraneo.

“Orgoglio italiano per una storia – ha detto Talò alla cerimonia di ricordo a Zeelim – che ci porta a un periodo in cui, come adesso, il Mediterraneo era solcato da navi stracariche di persone alla ricerca di un futuro radicalmente diverso. Storie certamente molto differenti quelle del flusso migratorio dal sud al nord di oggi rispetto ai viaggi di allora di migliaia di ebrei superstiti all’annientamento da parte dei nazisti spesso nella complicità dei vicini di casa. Ma gli italiani dei piccoli centri allora, come oggi spesso senza conoscere bene le cause dei drammi che si trovano ad incrociare, spontaneamente per un istintivo senso di umanità accolgono”.

Selvino dal 1996 e’ gemellata con Zeelim: l’impegno, ha sottolineato il vicesindaco Paolo Carrara – è quello di far rivivere Sciesopoli, dichiarato dal ministero dei beni culturali “bene protetto” ma oggi in completo abbandono. (@alebal)

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts