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Ue stanzia fondi per bambini in emergenza, progetti per garantire loro l’istruzione

Oltre due milioni di piccoli in 42 paesi

Istruzione africa

BRUXELLES –  L’Ue si muove in favore dei bambini in emergenza umanitaria nel mondo. Si tratta di piccoli che vivono in zone di guerra, o in teatri emergenze umanitarie ed economiche, o di profughi. La Commissione Ue ha infatti stanziato aiuti per  52 milioni di euro di euro (più che quadruplicati rispetto agli 11 dell’anno scorso), per permettere a quei bambini di ricevere comunque un’educazione scolastica, con un focus speciale per il Medio Oriente, in particolare Siria e Iraq. Education_First_logo-300x246[1]
Sono i fondi che la Commissione ha deciso di assegnare a progetti educativi in 42 Paesi e che raggiungeranno 2,3 milioni di bimbi che rischiano altrimenti di restare completamente esclusi dal processo scolastico. I fondi, pari al 4% di quelli destinati alle emergenze, verranno affidati ad organizzazioni internazionali e umanitarie in grado di realizzare i progetti sul posto.
“Investire ora nell’educazione per i bambini intrappolati in zone di conflitto e altre emergenze è un investimento contro il rischio di una generazione perduta e nel futuro”, ha dichiarato il commissario Ue agli aiuti umanitari Christos Stylianides, “Sono orgoglioso che l’Ue stia diventando leader in questo campo”.

I paesi destinatari sono: Afghanistan, Armenia, Georgia, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Niger, Nigeria, Repubblica centrafricana, Colombia, Repubblica democratica del Congo, Gibuti, Ecuador, Egitto, El Salvador, Etiopia, Guatemala, Honduras, India, Iran, Iraq, Kenya, Libano, Libia, Madagascar, Mali, Mauritania, Myanmar/Birmania, Pakistan, Territori palestinesi occupati, Filippine, Somalia, Repubblica del Sud Sudan, Sudan, Siria, Tanzania, Burundi, Ruanda, Uganda, Ucraina e Yemen.
La maggioranza, come si può osservare, è costituita da paesi africani:  ”L’Africa è e sarà la sfida del futuro” ha infatti detto a Bruxelles l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri Federica Mogherini.
“Oggi soddisfiamo e superiamo il nostro impegno di quadruplicare il sostegno all’istruzione in situazioni di emergenza, passando dall’1% al 4% del bilancio per gli aiuti umanitari, ossia da 11 milioni di euro nel 2015 a 52 milioni di euro nel 2016. Mi congratulo con il Parlamento europeo per i suoi efficaci sforzi volti ad assicurare finanziamenti supplementari dell’UE a favore di questa azione e per il suo sostegno continuo. In questa occasione invito tutti i donatori di aiuti umanitari a seguire il nostro esempio”, ha spiegato Stylianides.
ScuolaIl finanziamento sosterrà l’accesso all’istruzione in situazioni di emergenza, tra cui l’educazione ai rischi connessi alle mine, le competenze per la vita, la formazione professionale, le attività ricreative e il sostegno psicosociale. I bambini potranno anche beneficiare della fornitura di materiale didattico e della creazione di nuove strutture scolastiche. Saranno formati anche gli insegnanti, i genitori e coloro che si occupano dei bambini.
L’aiuto sarà erogato tramite organizzazioni non governative, agenzie delle Nazioni Unite e organizzazioni internazionali. L’UNICEF, per fare un esempio,  contribuirà a migliorare la qualità dell’ambiente scolastico dei bambini di Aleppo, in Siria, fornendo pannelli solari alle scuole spesso colpite da interruzioni di corrente. I bambini siriani potranno accedere a risorse digitali nelle scuole tramite computer e tablet a basso costo. In Etiopia Save the Children migliorerà l’accesso dei bambini dei campi profughi a un apprendimento di qualità attraverso la formazione degli insegnanti e creando o rinnovando nuovi spazi di formazione sicuri.
Dal 2012 la Commissione ha aumentato il sostegno finanziario ai progetti di istruzione destinati ai bambini che vivono in zone di conflitto. Nel 2015 il commissario Christos Stylianides si è impegnato ad aumentare fino al 4% i finanziamenti umanitari dell’UE per l’istruzione in situazioni di emergenza entro la fine del mandato della Commissione Juncker. Grazie al sostegno del Parlamento europeo e degli Stati membri dell’UE questo aumento è possibile già dal 2016.
Ad oggi sono stati destinati oltre 23 milioni di euro a progetti di istruzione in situazioni di emergenza, tra cui i contributi di 500 000 euro del Lussemburgo e di 250 000 euro dell’Austria nel 2014. Finora ne hanno beneficiato più di 1 519 000 di bambini in 26 paesi. Con i 52 milioni di euro supplementari messi a disposizione quest’anno, oltre 3 800 000 bambini in 46 paesi riceveranno aiuti entro la fine del 2016.

Queste le organizzazioni destinate ad attuare i progetti:

bambini

Scuola in Mali

ACTED, Adra, Concern Worldwide, COOPI Cooperazione Internazionale, Croce Rossa, DanChurchAid, Danish Refugee Council (DRC), Finn Church Aid (FCA), Handicap International, HOPE’87, International Medical Corps, the International Organization for Migration (IOM), International Rescue Committee (IRC), the Lutheran World Federation, Norwegian Refugee Council, Plan International, Plan Spain, SOS Kinderdorf, Save the Children, Terre des hommes, Triangle, UNHCR, UNICEF e War Child.

(@novellatop , 7 aprile 2016)

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Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

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About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts