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Mario Giro a East: come cambia la nostra Cooperazione

REUTERS/John Schults

ROMA, 8 APRILE – Cooperazione internazionale per lo sviluppo. In un’ampia intervista a East online, il viceministro Mario Giro, in questi giorni per la seconda volta in Africa nell’arco di poche settimane, chiarisce e precisa la nuova visione strategica, collegandola ai temi migratori e alle situazioni geopolitiche che più preoccupano.

“L’agenda è complessa. Ci siamo messi a lavorare a testa bassa perché si tratta di una nuova visione della cooperazione, bisogna mettere in atto quello che la legge prefigura. Una cooperazione che non sia solo aiuto pubblico allo sviluppo ma anche partenariato pubblico/privato con un ruolo della Cassa Depositi e Prestiti, che diventa banca di sviluppo, un ruolo del tutto nuovo. Questo modifica la visione dei paesi prioritari, l’attuale lista è basata sull’aiuto pubblico allo sviluppo, un approccio umanitario che resta essenziale”, ha detto Giro che dalla Tanzania e’ passato ieri in Namibia prima dell’ultima tappa in Mozambico.

“Oggi si tratta di allargare la nostra visione”, ha detto il viceministro: “Ci sono paesi nei quali si può intervenire in modo diverso, attraverso il settore privato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti o con il blending, cioè il partenariato pubblico-privato, dove le imprese sono coinvolte come nuovi soggetti della cooperazione su settori strategici, per esempio l’energia. E’ un salto dimensionale e un salto qualitativo. Cambia la cultura della cooperazione, quindi cambia il nostro approccio”.

L’Africa e’ prioritaria: “Come ha detto il Premier Renzi, l’Africa è la nostra priorità in tutti i sensi, poi parte dell’America Centrale, e dell’Asia. Le nuove linee triennali della cooperazione allo sviluppo saranno presentate al Comitato interministeriale. Stiamo ripensando tutto. Per esempio, il Ministero dell’Ambiente avrà un ruolo importante nella cooperazione collegato ai disastri ambientali, alle energie rinnovabili, a tutti gli impegni della COP 21. Un altro esempio è quanto emerso dall’Expo di Milano in termini agro-industriali, quindi di sviluppo. Penso alla cooperazione come un tridente, una parte è aiuto pubblico allo sviluppo, una seconda parte settore privato, quindi internazionalizzazione delle nostre imprese, una terza parte è cultura. Queste tre si devono muovere insieme pur nella loro rispettiva autonomia”.

Nell’intervista a tutto campo, Giro affronta i temi più caldi che informano le scelte di politica estera italiana. Invita ad “avere pazienza” sulla Libia, ribadendo che “la linea dell’Italia non è solo di attesa. L’Italia è molto impegnata ad aiutare i libici a farcela”. Sulla crisi migratoria rilancia la linea italiana che ha reso operativi i corridoi umanitari, per far arrivare le persone già identificate in partenza, scegliendo le fasce più vulnerabili: donne, bambini, minoranze: “Questo è molto importante, se tutti lo facessero avremmo uno strumento in più per gestire il fenomeno. Per questo ci vuole una politica comune europea e che in ogni paese l’immigrazione non sia oggetto di dialettica partitica. Finché l’immigrazione rimane tema di politica interna, si alimenta la paura e faremo sempre errori”.

Per leggere l’intervista di Mario Giro a East, cliccare qui (@OnuItalia)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts