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Amb. Serra (ONU Ginevra): da giovani occhi aperti su diritti umani e rispetto disabili

L'Ambasciatore Maurizio Enrico Serra

(Di Francesca Morandi)

GINEVRA, 12 APRILE – “Serve una maggiore sensibilizzazione delle nuove generazioni sui temi legati ai diritti umani, che evolvono con i cambiamenti sociali e richiedono tutele più ampie”. Lo spiega a OnuItalia.com l’Ambasciatore Maurizio Enrico Serra, Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite e presso le Organizzazioni Internazionali a Ginevra, dove si è conclusa, all’inizio di aprile, la 31esima sessione del Consiglio dei Diritti Umani. Un summit che ha dato “risultati concreti”, spiega Serra, diplomatico di lungo corso che, dopo l’inizio della carriera in una Berlino (Ovest) ancora divisa dal Muro, ha lavorato per molteplici organizzazioni internazionali (tra le quali UNESCO e BERS) e che ora, nella sede dell’ONU ginevrina, è impegnato nella difesa dei diritti, dei popoli e degli individui.

Quali passi avanti sono stati compiuti durante la 31esima sessione del Consiglio?

“Ritengo sia un successo il rinnovo del mandato della Commissione d’Inchiesta sulla Siria, tema sul quale l’Italia è impegnata sin dall’inizio del conflitto. Inoltre,  in controtendenza rispetto al passato, sono state adottate per consenso tre risoluzioni volte a creare o rinnovare i mandati di Procedure Speciali ad hoc per Paesi che attraversano situazioni in cui i diritti umani sono particolarmente a rischio. Mi riferisco al rinnovo del mandato del Relatore Speciale per il Myanmar, alla creazione di un panel di esperti che assista il Relatore Speciale per la Corea del Nord sul tema dell’ ‘accountability’, ed alla creazione di una Commissione sui Diritti Umani in Sud Sudan. Solitamente queste risoluzioni vengono sempre sottoposte a voto, stavolta, invece, c’è stata una convergenza di fondo sull’utilità di tali mandati e mi sembra un dato di assoluto rilievo”.

Oggi la tutela dei diritti umani aumenta o regredisce?

“Quella del rispetto dei diritti umani è ormai una questione trasversale che impegna gli Stati a promuovere e tutelare diritti e libertà fondamentali e che li rende responsabili nei casi in cui  vengano accertati violazioni ed abusi a loro carico.  E’ certamente un dato positivo la crescente sensibilità che si registra sul piano internazionale sulle tematiche relative ai diritti umani,  grazie anche al prezioso contributo della società civile, e in particolare all’opera di stimolo e vigilanza delle ONG. Oggi vi sono  aspetti della vita e delle relazioni internazionali che, fino a pochi anni fa, non si riteneva avessero alcun legame con i diritti umani stessi. E invece i diritti evolvono, perché evolvono le relazioni sociali. Se i diritti fondamentali riconosciuti nella Carta delle Nazioni Unite, nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e nei due Patti del 1966 (rispettivamente sui diritti civili e politici, e sui diritti economici, sociali e culturali) rimangono i capisaldi dell’azione delle Nazioni Unite, si configurano lentamente altri diritti, altre libertà che gli Stati devono tutelare”.

Lo spettacolo organizzato lo scorso dicembre dall'associazione “DanseHabile” a Ginevra alla presenza della Rappresentanza italiana

Lo spettacolo organizzato lo scorso dicembre dall’associazione
“DanseHabile” a Ginevra alla presenza della Rappresentanza italiana

Lei è stato Presidente della Task Force per la tutela dei disabili del Consiglio dei Diritti Umani, cosa ci racconta questa esperienza?

“L’esperienza di Presidente della Task Force è stata estremamente utile e positiva.  E’ evidente che anche quando si parla di disabilità non si può  dimenticare la questione di genere, perché donne e ragazze corrono il serio rischio di andare incontro ad una duplice discriminazione quella di genere e quella legata all’esistenza di una disabilità. Non posso negare che rimanga molto da fare, anche in ambito Nazioni Unite, per garantire una piena inclusione delle persone con disabilità. E parlo di accessibilità fisica, naturalmente, ma anche di accessibilità della documentazione e di ‘reasonable accomodation’. D’altra parte, ho riscontrato direttamente una forte volontà di progredire sull’argomento, sia da parte delle Nazioni Unite sia da parte degli Stati membri. La società civile svolge in questo un ruolo cruciale, di pressione, di spinta ad andare avanti e fare sempre meglio. Per tornare a quanto dicevo prima sull’evoluzione dei diritti e della sensibilità internazionale al riguardo, la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità celebra quest’anno il 10° anniversario, ed è già stata ratificata da 162 Paesi. Solo due anni fa il Consiglio Diritti Umani ha creato la figura del Relatore Speciale per i Diritti delle Persone con Disabilità, che sta facendo moltissimo per dare visibilità alla questione, proporre alternative,  incoraggiare il dialogo. Sono convinto che nel giro di pochi anni vedremo notevoli progressi in questo ambito”.

Dal cyber-bullismo ai video aberranti ai danni dei disabili diffusi sul Web anche da giovanissimi: ritiene che le sanzioni vadano rafforzate?

“Naturalmente abusi e violazioni dei diritti umani richiedono sanzioni appropriate, anche considerando che la responsabilità primaria della protezione e rispetto dei diritti umani ricade sullo Stato. Un approccio meramente sanzionatorio, pero’, non ha risultati di lungo periodo. Quello che serve è un cambiamento di mentalità anche delle nuove generazioni sulle questioni legate ai diritti umani. L’Italia è fortemente impegnata su questo fronte anche nell’ambito della Piattaforma per l’Educazione ai diritti umani, di cui facciamo parte con Costa Rica, Filippine, Marocco, Senegal, Slovenia, Svizzera. La Piattaforma ha presentato, alla 31° sessione del Consiglio Diritti Umani, una risoluzione sull’argomento, che è stata adottata per consenso e con un elevatissimo numero di co-sponsorizzazioni (oltre 100), a riprova dell’importanza che il tema dell’educazione ai diritti umani riveste internazionalmente. Per quanto riguarda nello specifico il cyber-bullismo, segnalo come proprio al legame fra diritti del fanciullo e nuove tecnologie sia stata dedicata la risoluzione annuale sui diritti del fanciullo, promossa congiuntamente da Unione Europea e Gruppo dei Paesi Latino Americani e Caraibici ed adottata per consenso. Ancora una volta, il fatto che il Consiglio abbia affrontato un tema simile dimostra non solo come i diritti siano in evoluzione, ma anche come il Consiglio stesso sia un organismo flessibile ed al passo con i tempi, in grado di affrontare in maniera efficace le nuove sfide a cui è sottoposto”.

(@francesmorandi, 12 aprile 2016)

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Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l’agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all’Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce.

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About Francesca Morandi

Dal 2000 sono giornalista, ho iniziato con un internship per l'agenzia di stampa americana Dow Jones, passando per una breve esperienza all'Ansa a Londra, e tanti anni nelle redazioni milanesi di quotidiani, giornali online e agenzie di stampa. Per me il giornalismo è un servizio, soprattutto per chi non ha voce. Contact: Website | More Posts