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CAE in Vietnam: come la tecnologia italiana mitiga gli effetti del cambiamento climatico

NEW YORK, 11 APR – Fresco dalla partecipazione ad InterMET Asia, un’importante piattaforma per i professionisti impegnati nel miglioramento dei servizi meteorologici, idrologici e climatici per l’Asia, l’Africa e nei paesi del Pacifico, il CAE è oggi alle Nazioni Unite per presentare agli Stati membri l’esperienza maturata nel mitigare gli effetti del cambiamento climatico.
Test case, presentato in una mostra fotografica in vista della conferenza organizzata all’Onu. dalla Missione italiana, sono state le comunità lungo il fiume Mekong in Vietnam.

“Abbiamo scelto il Vietnam come paese pilota perla sua somiglianza con l’Italia sia dal punto di vista geografico sia meteorologico”, ha detto il vicepresidente del gruppo Giancarlo Pedrini: alluvioni al nord, “flash floods” al centro, siccità al sud, e dovunque una costante di esposizione al rischio di frane, slavine, incendi.

In Viet Nam le Province Centrali a nord e a sud della città costiera di Da Nang sono periodicamente colpite da forti piogge che provocano inondazioni inondazioni nel giro di poche ore.

Per ridurre il rischio di inondazioni e di migliorare la gestione delle acque nelle aree densamente popolate, è importante che le autorità locali abbiano accesso a reti di monitoraggio idrometerologico in tempo reale. La Cooperazione Italiana ha finanziato il progetto, di cui è beneficiario il Servizio Idro-Meteorologico Nazionale.

f_mekong_sudvietnam-1-280x136Dopo aver lavorato con la Banca mondiale su un progetto simile nel Sud, nel 2010 CAE ha avviato un sistema di monitoraggio idro-meteorologico composto da 43 stazioni idrometriche e pluviometriche, 15 pluviometriche oltre a 17 stazioni meteorologiche complete. Tutte le stazioni trasmettono i dati via GPRS, ma la rete include anche 3 ripetitori UHF. Le due centrali che gestiscono il sistema si trovano nel centro nazionale di Hanoi e nel centro regionale di Da Nang. In ogni provincia poi, le autorità locali dispongono dei dati in tempo reale.

Le stazioni sono CAE SPM20, ma per ogni sito sono state fatte scelte “ad hoc” in seguito ad accurati sopralluoghi. Per misurare il livello delle acque, in funzione delle condizioni dei singoli siti, si è adoperato l’idrometro ultrasonico CAE ULM20. L’affidabilità della tecnologia installata, l’attenzione posta in fase di progettazione e la formazione di un team di lavoro locale sono stati elementi fondamentali per arrivare al completamento di una rete così capillare in zone morfologicamente così complesse.

Nonostante il caldo persistente, i tifoni, l’altissima umidità, i fulmini, le piogge ad altissima intensità e le difficoltà di spostamento in condizioni climatiche avverse, CAE riesce a garantire un funzionamento della rete prossimo al 100% per tutto il periodo di manutenzione.

Fondata nel 1977 da quattro ingegneri elettronici e ricercatori della Fondazione Marconi, specializzati in telecomunicazioni, CAE nasce dall’obiettivo di fornire a enti pubblici e privati tecnologie evolute per il monitoraggio del rischio ambientale dovuto ai fenomeni naturali, in particolare a quelli idro-meteorologici.

news_serbia_big-543x264Negli ultimi anni CAE ha acquisito un ruolo importante anche nel contesto internazionale: le sue proposte tecniche sono sempre più apprezzate in vari paesi del mondo e i suoi interventi vengono spesso approfonditi negli incontri dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale.

Dicembre 2015, per esempio, ha visto l’installazione e l’attivazione della prima stazione multi-hazard CAE Mhaster in Serbia, a Valjevo. La stazione, dotata di idrometro ultrasonico, misura i livelli del fiume Kolubara in corrispondenza di un punto sensibile della città quale il centro pedonale, già interessato dalle alluvioni del maggio 2014 che avevano anche travolto la precedente stazione idrologica. (AB/AS)

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