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COP 21: sei gioielli high-tech da Italia contro cambiamenti clima

(di Alessandra Baldini)

NEW YORK, 12 APRILE – E’ una vocazione che parte da lontano: da quando, ad esempio, dieci anni fa, l’Italia all’Onu si spese per il Caribbean Community Climate Change Centre, e fu tra i primi paesi a sostenerlo quando ancora “faceva fatica a stare in piedi”. Lo ha ricordato Selwin Hart, l’architetto dell’accordo COP 21 che il prossimo 22 apice portera’ alle Nazioni Unite un numero record di paesi firmatari (150 annunciati finora) della storica intesa di Parigi sul clima. “Un evento storico”, ha anticipato il diplomatico delle Barbados in chiusura di una tavola rotonda al Palazzo di Vetro su sei “gioielli” della tecnologia italiana al servizio della lotta contro il climate change.

Sciami di pesci-robot che dialogano fra loro. O la potenza cinetica di onde e maree che illuminano le case di Pantelleria ma anche del Cile. I satelliti della rete Cosmo-SkyMed vigilano sulla foresta amazzonica. Stazioni meteo resistono al passaggio del tempo e dei  tifoni nel Sud Est asiatico. “Siamo piccoli ma abbiamo una incredibile eterogeneita’ geografica”, ha detto il Rappresentante Permanente all’Onu Sebastiano Cardi introducendo l’evento il cui obiettivo era di mostrare “in concreto” cosa sta facendo l’Italia, mettendo insieme i suoi cervelli migliori, per affrontare il cambiamento del clima.
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Ed ecco quindi la passerella del meglio del “made in Italy”, che, oltre a difendere la penisola e le isole italiane, si sta facendo strana nel resto del mondo: partendo dalla rete di stazioni meteo del CAE di San Lazzaro di Savena, un centinaio di dipendenti “fuori porta” a Bologna, che da anni difende in tempo reale il Vietnam da inondazioni e flash floods dopo essersi fatta le ossa sulle simili situazioni di crisi in Italia. Mentre il Venus Swarm, letteralmente lo sciame di Venere, usa droni sottomarini in grado di emulare le evoluzioni subacquee dei pesci, facendoli dialogare fra loro per sorvegliare la temperatura e la salinità dei mari, studiare le correnti e l’erosione e lanciare l’allarme se è in arrivo uno tsunami: una tecnologia illustrata da Claudio Moriconi, capo del Laboratorio Robotica di Enea che ha portato al Palazzo di Vetro un esemplare di “pesce-drone”.

E poi il potere di onde e maree per generale elettricità: ne ha parlato Riccardo Amoroso di Enel Green Power, dai primi test all’Elba sta per entrare a sistema a Pantelleria e oltre gli oceani, in Cile. Luigi Pasquali di Finmeccanica-Telespazio ha illustrato il ruolo dei satelliti per monitorare i cambiamenti climatici, dall’innalzamento dei mari alla  desertificazione, Francesco Ossola del Consorzio Venezia Nuova ha portato il caso del MOSE, le dighe mobili che salvano Venezia dall’acqua alta. L’ENI – ha spiegato Francesca Ferrazza – sta lavorando a una nuova generazione di pannelli fotovoltaici sostituendo il silicone con semiconduttori organici. Questo significherà costi più bassi e un ritorno dell’investimento in tempi minori. (@alebal)

 

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Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia.

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About Alessandra Baldini

Alessandra Baldini e’ stata la prima donna giornalista parlamentare per l’Ansa, poi corrispondente a Washington e responsabile degli uffici Ansa di New York e Londra. Dirige OnuItalia. Contact: Website | Twitter | More Posts