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Gen. Serra in Parlamento, un milione di potenziali migranti da Libia

Sirte citta' perduta, tremila militanti ISIS

ROMA, 13 APRILE – “In Libia ci sono un milione di potenziali migranti. Aiutando il Paese a ricostruire il tessuto economico, agricolo ed industriale, queste persone non avranno più ragione di muoversi”. Lo ha detto il generale Paolo Serra, consigliere militare dell’inviato speciale Onu in Libia, Martin Kobler, in audizione al Comitato Schengen, evidenziando un aumento delle partenze nel 2016 e come l’estrazione petrolifera in Libia sia scesa da 1,8 milioni a 300 mila barili al giorno, togliendo così lavoro ad un gran numero di persone.

“Senza un’attività di sostegno ai controlli ed all’economia – ha sottolineato il generale Serra – il movimento aumenterà. Prima questi flussi provenienti da altri Paesi africani si fermavano in Libia, dove trovavano lavoro come manodopera, visto che la maggioranza dei libici erano impiegati statali e vivevano dei proventi del petrolio. Ora c’è una crisi umanitaria enorme ed è difficile controllare i movimenti dall’Africa subsahariana. Senza un Governo in carica è impossibile far rispettare le leggi, i diritti umani e controllare le frontiere. Da qui lo sforzo dell’Italia e della comunità internazionale”.

Serra ha riportato che in Libia non ci sono eserciti e polizia statuali. “Solo a Tripoli ci sono 41 milizie: 4.000 uomini sono passati dalla parte del futuro Governo di al Sarraj, mentre 2.000 sono fedeli al precedenti organismo”. La sfida del futuro, ha sottolineato il generale Serra, è quella di “creare un esercito ed una polizia veramente statuali. Ci saranno aree di addestramento e si cercherà di riassorbire le milizie in forze armate normali, nonchè di facilitare l’ingresso di nuovi ragazzi e ragazze che vogliono partecipare alla nuova Libia”.

Oggi, ha spiegato l’alto ufficiale, “ci sono due entità: il Lybian national army del generale Haftar a Tobruk ed il governo di Tripoli. E’ un problema politico che devono risolvere i libici: da una parte Haftar si dice disponibile ad avere cariche nel futuro Governo, dall’altra i sostenitori del nuovo Governo dicono che lui non dovrà avere cariche”.

Il consigliere dell’Onu ha poi parlato delle “condizioni terribili in cui si trovano i migranti in Libia”, i centri di smistamento sono centri di detenzione, “veri e propri magazzini di esseri umani”, con l’aggravante del razzismo, per cui “le persone di colore nero non sono trattate alla pari con gli arabi bianchi. Anche sulle barche i primi hanno la posizione peggiore. Zuwara, Sabrata e Zliten è il triangolo da cui avviene il maggior numero di partenze”.

Il generale Serra ha infine ritenuto plausibile l’ipotesi che l’aumento delle partenze degli ultimi giorni sia legato al progredire del processo di insediamento del premier designato Fayez al Sarraj. “Con un Governo in carica che riesce a controllare i propri confini – ha rilevato – sarà più difficile
partire”.

I flussi migratori in partenza dalla Libia possono rappresentare anche una minaccia alla sicurezza: “All’interno potrebbero esserci infatti cellule dormienti”, ha detto il generale al Comitato. Serra ha citato “fonti americane” che parlano di 5-6mila militanti dell’Isis in Libia. “Noi non abbiamo riscontri, ma sicuramente sono intorno a 3mila e si sono inseriti nella zona di Sirte, occupando villaggi o mettendoli sotto pressione con attentati”.

Gli aderenti al Califfato, ha proseguito il generale Serra, “hanno anche tentato di prendere i campi petroliferi di Ras Lanuf, ma sono stati respinti dalle guardie private”. L’espansione dell’Isis intorno a Sirte, ha rilevato l’alto ufficiale, “non è progredita così come si era immaginato e ciò mi fa pensare che il numero dei militanti (presenti soprattutto tunisini) sia rimasto quello classico, cioè intorno a 3mila. Non ci sono inoltre evidenze che lo Stato Islamico partecipi al traffico migranti, gestito da network transnazionali”.

Il generale Serra ha quindi parlato del modus operandi dei miliziani che si muovono sotto la bandiera nera. “Entrano nei villaggi – ha riferito – mantenendosi sul bordo esterno, non hanno un impatto immediato sulla popolazione. Dopo 15 giorni i rappresentati delle milizie locali cominciano a sparire e dopo altri 15 giorni la stessa cosa accade ai capi religiosi. Poi si presentano e prendono il controllo del villaggio, dicendo che non si deve sentire più musica e che le donne non devono uscire da sole”.

Sirte, ha proseguito il generale, “è ormai una città perduta, dove ci sono esecuzioni in piazza tutti i giorni con gente che guarda e applaude, mentre a Derna i vecchi della città hanno trovato la forza di combattere e mandare via l’Isis. La comunità internazionale ha una grossa responsabilità. Con il Governo di unità nazionale la Libia deve prima contenere, poi combattere e vincere questa battaglia”. (ANSA).

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