Ultime notizie
Stampa Articolo Stampa Articolo

Migrazioni: pronto ricorso Amnesty e Asgi per respingimenti eritrei 2009-2010

Se accettato sarebbe un clamoroso precedente

Migrazioni

ROMA, 14 APRILE – Vi sono degli effetti, che ancora perdurano,  di respingimenti  da parte delle autorità italiane ai danni di cittadini eritrei, avvenuti  nel 2009-2010. In una conferenza stampa  a Roma, Amnesty International Italia e Associazione studi giuridici per l’immigrazione (Asgi) hanno fatto il punto sugli effetti di tali respingimenti effettuati ai danni di numerosi rifugiati eritrei, intercettati in mare mentre tentavano di raggiungere l’Italia e riconsegnati alle autorità libiche, senza identificarli né consentire loro di presentare richiesta di protezione internazionale.
Una volta in Libia, queste persone hanno subito mesi di prigionia, di violenze e trattamenti inumani e degradanti; alcuni, riusciti a evadere, hanno tentato nuovamente di attraversare il Mediterraneo, a volte con successo, in altri casi perdendo invece la vita nel tentativo di raggiungere la salvezza. Altri ancora hanno preso la via del deserto e si trovano in Israele, senza alcuna forma di riconoscimento né di protezione, esposti al rischio di detenzione indefinita o di rinvio in Ruanda o in Uganda, paesi con i quali Israele ha accordi informali di riammissione e dai quali i richiedenti asilo potrebbero essere rimandati in Eritrea, dove rischierebbero gravissime violazioni dei diritti umani.

Profughi eritrei

Profughi eritrei

Durante l’incontro è stati anche ricordato che la Corte europea dei diritti umani ha già condannato l’Italia per questa prassi illegittima ma, hanno sottolineato Amnesty International Italia e Asgi, gli effetti di tali violazioni dei diritti umani persistono. Negli ultimi anni Amnesty International Italia, in collaborazione con gli avvocati Fachile e Cecchini, soci dell’Asgi, ha raccolto le testimonianze di un gruppo di vittime di quei respingimenti. ”Il progetto presentato oggi intende costruire una causa pilota e cioè ottenere dal Tribunale civile di Roma non solo il risarcimento per le vittime, ma anche, per 14 ricorrenti, il visto umanitario per venire in Italia e chiedere asilo, diritto al quale non avevano potuto avere accesso a causa del respingimento”,  ha dichiarato l’avvocata Cristina Laura Cecchini dell’Asgi, che ha illustrato il ricorso.

Se accordata, tale richiesta costituirebbe un precedente eccezionale per garantire ai rifugiati quei canali legali e sicuri di accesso all’Europa che Amnesty International da anni chiede nell’ambito della sua campagna SOS Europa. Amnesty ha inoltre rinnovato le proprie preoccupazioni per la diffusa tendenza degli stati europei di considerare alcuni paesi di origine ‘sicuri’, ignorando i propri obblighi in materia di protezione internazionale. ”Tra questi c’è la Turchia, con cui recentemente l’Unione europea ha raggiunto un inaccettabile accordo. Dobbiamo ricordare ancora una volta agli stati europei la necessità imprescindibile di garantire a tutti i richiedenti asilo un esame individuale delle singole domande di protezione e il divieto di rimandarli in paesi dove potrebbero subire gravi violazioni dei diritti umani”,  ha insistito  Gianni Rufini, direttore generale di Amnesty International Italia.

Alla conferenza stampa è anche intervenuto, in collegamento video, padre Mussie Zerai, fondatore dell’agenzia Habeshia, il quale ha evidenziato i parallelismi tra gli accordi tra Italia e Libia dello scorso decennio e quello attuale tra Unione europea e Turchia e ha sollecitato Bruxelles  a dare vita a un efficace sistema di ricerca e soccorso in mare, ‘una Mare nostrum europea’ come l’ha definita il sacerdote eritreo.

The following two tabs change content below.

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell’Ansa. Tra le sue missioni l’Albania (di cui ha seguito per l’agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l’Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell’ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia.

Stampa Articolo Stampa Articolo
About Maria Novella Topi

Maria Novella Topi è stata a lungo capo servizio della Redazione Esteri dell'Ansa. Tra le sue missioni l'Albania (di cui ha seguito per l'agenzia la caduta del comunismo e le successive rivolte), l'Iraq e la Libia. Ha lavorato per lunghi periodi nell'ufficio di corrispondenza di Parigi. Collabora da Roma a OnuItalia. Contact: Website | More Posts